Pataccari

Il numero delle persone che in qualche modo vivono il mondo della scuola è enorme, e sono dunque in tanti a conoscere, almeno di nome, l’Invalsi. Si tratta di quell’Istituto che per conto del Ministero dell’Istruzione provvede a rilevazioni in tutte le scuole italiane, studiandone i risultati e così gestendo l’intero Sistema Nazionale di Valutazione.

In buona sostanza l’Invalsi propina dei test d’italiano e matematica a risposta multipla per gli studenti delle scuole elementari e delle medie.

Negli scorsi anni i risultati delle prove hanno innescato molte polemiche e forti discussioni; difatti quando nel 2009 emerse una leggera prevalenza delle scuole del sud rispetto a quelle del nord, ci si affannò a dimostrare che “i terroni avevano copiato”, così i dati furono rielaborati e ricucinati, ricorrendo a metodi statistici assai complessi, che finalmente assegnarono la patacca d’oro agli studenti del nord.

Queste rilevazioni, che allo Stato potrebbero costare fino a 81 milioni di euro, non serviranno soltanto a fanta-gratificare l’incrollabile autostima dell’Homo Padano.

La pubblicazione “Un sistema di misurazione degli apprendimenti per la valutazione delle scuole: finalità e aspetti metodologici”, commissionata dall’Invalsi ai Professori Checchi, Ichino e Vittadini, svela con chiarezza nelle sue 22 pagine, il progetto generale: predisporre un’anagrafe scolastica nazionale che consenta di abbinare le prove degli studenti, alle scuole frequentate e agli insegnanti incontrati, non tralasciando di indagare la situazione economica delle famiglie di provenienza. Dallo stesso documento apprendiamo poi che le risultanze della valutazione, si utilizzeranno per disegnare un sistema di incentivazione, che premierà insegnanti e scuole che hanno avuto a che fare con gli studenti …che hanno messo le crocette al giusto posto.

Quali saranno le scuole da premiare ce lo dice lo stesso Invalsi, che nell’analisi dei dati raccolti perviene a conclusioni quantomeno banali: le scuole che incontrano maggiori difficoltà sono quelle inserite in contesti sociali svantaggiati; quelle che accolgono più disabili, stranieri, bambini in difficoltà; quelle meno dotate di strutture; …quelle del Sud.

Una drammatica selezione che evolve nelle stesse scuole, frutto di fattori sociali che non si vogliono modificare, anzi con sfrontatezza si vogliono consolidare agendo in maniera del tutto contraria al buon senso, negando “scientificamente” pari opportunità ai bambini. Ancora una volta in massima parte drenando risorse dal sud in direzione Adro, per aggiungere patacche a patacche.