Pennaruli e pagliette

Scorrendo la lista dei beneficiari, si nota subito che la fetta più sostanziosa dei finanziamenti a sostegno dell’editoria se la spartiscono i grandi gruppi editoriali come RCS, Mondadori, Espresso, La Stampa, Sole24ore e via dicendo.

Sovvenzioni che in barba a tutti i principi asseriti, in realtà hanno contribuito al consolidamento di un sistema editoriale assistito, incapace di preservare le voci alternative, e che in definitiva hanno precipitato l’Italia all’ultimo posto della zona euro nella classifica sulla libertà di stampa nel mondo (Freedom House).

Non avendo né reti televisive, né grandi quotidiani nazionali, il sud raccoglie le briciole di questo sistema clientelare per massima parte imperniato attorno agli interessi del centro-nord, e trovano sempre più difficoltà a farsi ascoltare le voci che provengono dal nostro territorio. Basti pensare che il più importante quotidiano del sud, il Mattino (solo al 19° posto in Italia per tiratura) è di proprietà del gruppo Caltagirone di Roma, e al pari della Gazzetta del Mezzogiorno (secondo quotidiano del sud), ha chiuso la sua redazione romana. Quotidiani del sud sempre a rischio “paninizzazione”, cioè riduzione delle pagine di notizie nazionali e vendita in abbinamento con un grande giornale del nord al quale è delegata l’informazione “nobile”.

Un disfacimento imperscrutato e inammissibile se si ricorda che nella Napoli capitale delle Due Sicilie si pubblicavano annualmente oltre 400 titoli e che questi rappresentavano il 60% di tutti i libri editi in Italia; che quando a Milano c’erano solo fogli di provincia, nel sud erano decine le riviste scientifiche e culturali e nientemeno che più di cento i giornali. Tutto ciò nonostante la mancanza di sintonia tra gli intellettuali, le “pagliette”, e il comune sentire del popolo e del Re che sarcasticamente chiamava “pennaruli” quelli della saccente e rapace borghesia legata per motivi ideologici allo straniero.

Al momento il finanziamento in questione, tranne che in forma molto più limitata in Francia, è inesistente nel resto d’Europa, e non sono pochi spiccioli, si tratta di 700 milioni di euro l’anno che, per dare un’idea, equivarrebbero a libri scolastici gratuiti per tutti gli studenti delle scuole medie.

Settecento milioni che, più delle “leggi bavaglio”, pesano come un macigno sul mercato informativo, e lo rendono più ossequiente e meno potere “quarto”.

Dicono che senza i milioni dello stato italiano “La Padania” e “Radio Padania” dovrebbero chiudere, …che c’entra l’Italia?