Pali e paletti

Le scelte che si fanno con le grandi politiche nazionali producono risultati differenti quando differenti sono i contesti in cui si applicano. È innegabile che l’Italia è rappresentata da un dualismo nord-sud piuttosto marcato, ed è per questo che ogni scelta è destinata a favorire questo o quel territorio.

Il sistema di protezione sociale italiano si caratterizza, rispetto agli altri paesi europei, per un peso estremamente alto delle pensioni sulla spesa totale. L’articolazione del nostro welfare è dunque sbilanciata a favore di quelle regioni che hanno avuto tassi di occupazione maggiori e svolge quindi, da un punto di vista territoriale, una funzione antidistributiva: premia di più le regioni dove risiedono i cittadini con i redditi più alti.

A fronte di una sproporzione in favore delle pensioni, l’Italia destina pochissime risorse a favore di famiglie, disoccupati, alloggi, esclusione sociale… ma soprattutto non ha ascoltato le indicazioni dell’”Europa” che già dal 1992 raccomandava di prevedere nel sistema di welfare il Reddito Minimo Garantito (RMG), strumento non a caso presente in tutti gli altri paesi europei ad esclusione della Grecia.

In tutta Europa il RMG, con nomi ovviamente diversi, è un diritto soggettivo di carattere universalistico destinato a chi non ha un lavoro o ha un reddito basso e viene erogato fintanto che sussistono i requisiti per averlo. Il sistema tedesco dopo una riforma restrittiva non prevede più il contributo per le vacanze e neanche quello per l’abbigliamento e per i mobili, ma ad esempio consente ad un singolo di disporre di un contributo per l’affitto ed uno per il riscaldamento che vanno ad aggiungersi al reddito garantito di oltre 400 € mensili. In Gran Bretagna una coppia senza figli oltre a non doversi preoccupare dell’affitto, può contare ogni settimana su circa 200 €. Quanto alla Francia il Revenu de Solidarité Active garantisce ad ogni coppia con due figli, di disporre di 1.000 € al mese, una cifra che si somma alle numerose agevolazioni previste dalle Allocations familiales.

Ovunque altrove, l’adozione del RMG dà la possibilità ai giovani di emanciparsi dai vincoli della famiglia di origine molto presto e consente a tutti di progettare il proprio futuro senza il condizionamento della disoccupazione. Uno strumento che certamente non fa vivere nel lusso ma concede il diritto di scegliere la propria vita.

Che il tema non riscuota l’attenzione di governi padanocentrici è ovvio, ma stupisce il disinteresse generale riservato a una questione di rilievo come questa, che le intellighenzie meridionali e le elite culturali di sinistra non la pongano al centro del dibattito politico italiano, in quel centro affollato dai paletti della lega e dal palo per la danza di Ruby.