Omissis

Intanto che incrudeliva la guerra civile che i piemontesi ingaggiarono (senza dichiararla) per la conquista del Sud, le scuole meridionali vennero chiuse d’autorità; e quando l’Italia Una le andava costruendo, le fece soprattutto al Nord dove furono destinate risorse persino duecento volte superiori a quelle assegnate al Sud, sino a costruire (di proposito) un divario mai più (ancora di proposito) colmato. I dati del 2009 mostrano che, a 150 anni di distanza, vengono spesi 1.461 euro per ogni alunno del Nord, 1.387 euro per ciascuno delle quattro regioni centrali e solo 716 euro pro capite vengono destinati al Sud.

Ma l’egemonia del Nord e la subalternità del Sud viene ora imposta anche nell’anima, lo riferisce Pino Aprile che raccoglie nel suo ultimo libro la denuncia del Centro di Documentazione sulla Poesia del Sud che da Nusco (AV), è impegnato da anni a rivendicare spazi e credibilità nella cultura nazionale, così che si riscriva la storia letteraria italiana, da cui finora è stata sottovalutata la letteratura meridionale. L’ultimo allarme è stato provocato da un documento di due anni fa, il DPR 89/2010, nel quale Mariastella Gelmini, all’epoca Ministro dell’Istruzione, dettava le linee guida per i docenti, e definiva i fondamentali degli insegnamenti ritenuti strategici per le scuole superiori.

Ebbene per quanto riguarda il novecento, per i licei, il percorso della poesia “esordirà con le esperienze decisive di Ungaretti, Saba e Montale, …contemplerà un’adeguata conoscenza di Rebora, Campana, Luzi, Sereni, Caproni, Zanzotto, …comprenderà letture da autori significativi come Gadda, Fenoglio, Calvino, P. Levi e potrà essere integrato da altri autori come Pavese, Pasolini, Morante, Meneghello”. Di diciassette poeti o scrittori del XX secolo non v’è suggerito nessun meridionale. Il Nobel siciliano Salvatore Quasimodo, il salernitano Alfonso Gatto, il materano Rocco Scotellaro ed anche, nella letteratura, Sciascia, Silone, Sinisgalli, Deledda, Vittorini …? Cancellati, epurati, minori. L’Italia meridionale anche in campo letterario dovrà essere colonia del Nord, relegata ai margini della “vera” storia nazionale narrata in quelle antologie per la scuola che gli editori, comprensibilmente, già vanno aggiornando secondo le nuove indicazioni.

Una vera e propria indecenza contro la quale è stata promossa l’iniziativa di inviare alle più alte cariche istituzionali, una richiesta d’integrazione con figure di poeti e letterati del Sud; un appello a tutte le scuole italiane che aderendovi (modulo sul sito internet dell’associazione), affermeranno di non voler rinunciare ad una parte rilevante di cultura nazionale.

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