Pufff

Nell’indicare quale sommo male l’evasione fiscale, il premier Mario Monti non ha lasciato spazi alle ambiguità. A Bergamo, per il giuramento degli allievi ufficiali della Guardia di Finanza, ha voluto usare la prima persona proponendosi (se mai ne mancassero) quale autentico interprete della questione settentrionale (quella escogitata per tumulare in via definitiva quella meridionale). Le parole usate sono ancora una volta perfettamente in continuità con la sua storia di ascoltato economista e con le non celate simpatie leghiste; esattamente Monti ha sostenuto che: “Noi cittadini dell’Italia settentrionale e lombardi siamo spesso penalizzati nella competitività internazionale delle nostre imprese, per le sacche di grande evasione che si annidano ovunque nel paese e forse più in altre parti del paese che in questa.” Perfetta fierezza dell’uomo lombardo prima che italiano, perfetto politico moderno che utilizza stereotipi per parlare a ventri abituati a sorbirsi sbobba decotta da 150 e più anni.

Basterebbe evocare qualcuna della lunga serie di vicende celebri come il Banco Ambrosiano, la lista Falciani o il San Raffaele per stabilire la centralità della Lombardia in fatto di frodi fiscali, ma è ragionevole riferirsi rigorosamente alle analisi ed agli studi dei più apprezzati Istituti per stabilire in quale parte del paese è nascosto il bottino.

Ebbene, Monti fa finta di non sapere che nel Mezzogiorno ad una evasione diffusa corrisponde tuttavia un volume modesto d’imponibile non dichiarata, lo Svimez parla di evasione per sopravvivenza al Sud ed evasione per accumulazione di ricchezza al Nord. In valori percentuali l’Associazione Contribuenti Italiani, quantifica in 58,4 il totale dell’evasione nelle regioni padane contro il 19,3 del Sud, un rapporto di 6 a 2. Dalla Banca d’Italia sappiamo inoltre che al Nord, mediamente si evadono 2.532 euro pro capite, al Centro 2.936, mentre al Sud si nascondono al fisco solo 950 euro a testa. Ancora Bankitalia, nel rilevare una minore propensione all’evasione nel Mezzogiorno rispetto al resto del paese, ha calcolato che solo di Irpef al Nord si evade per 67 miliardi ed al Sud per 11, sei volte di meno. Mettendo nel conto anche Iva e tasse alle imprese, la sproporzione aumenta, tanto da costituire un danno per il Sud di 50 miliardi di euro che …pufff, si trasferiscono al Nord.

Naturalmente Monti queste cose le sa, ma temendo di non apparire credibile a raccontare un Sud sostanzialmente più onesto del Nord, preferisce compiacere gli ascoltatori del momento. Nel solco di tale miserevole cultura possono proliferare iniziative come “Uno scontrino per l’estate”, con la quale l’Agenzia delle Entrate e una scuola elementare di Napoli, col pretesto della legalità, trasformeranno questa estate gli alunni di 9 e 10 anni, in piccoli detective a caccia di evasori. Come gli orribili bambini che Orwell descrive in 1984, sensibili al minimo segno di eterodossia, a caccia di psicocriminali da vaporizzare …pufff.