Fondi e mancette culturali. Il Sud a digiuno

Il 30 di marzo, qualche giorno fa, per il ministero della cultura, è stato il momento di provvedere al riparto dei contributi che ogni anno vengono destinati ad enti, istituti, associazioni e fondazioni. Un tesoretto pari a qualche spicciolo in meno di 37 milioni di euro che, nell’apposito decreto interministeriale, è stato suddiviso in due gruppi di organismi da finanziare.
Nel primo gruppo, che si spartirà i primi 26 milioni, la parte del leone la recita la Fondazione della Biennale di Venezia a cui vengono assegnati oltre 16 milioni, quasi 3 arrivano invece alla Triennale di Milano, 1,1 alla Quadriennale di Roma e 2,3 milioni per il Festival dei due Mondi di Spoleto.
Nel secondo gruppo sono elencate 13 istituzioni culturali che accederanno a un finanziamento complessivo di 11 milioni. Dalla spartizione di questi contributi emerge che il ministro della cultura Dario Franceschini, ferrarese seppure romano d’adozione, non si è dimenticato della sua terra d’origine, cosicché l’Associazione Ferrara Musica, fondata da Claudio Abbado, riceverà un contributo superiore a quello dell’anno precedente intercettando ben 765mila euro. La stessa cifra che riceverà la Fondazione del Festival Pucciniano, la Fondazione del Ravenna Manifestazioni e quella della Scuola di musica di Fiesole. Stesso contributo anche per l’Istituto universitario di architettura di Venezia e per il Museo nazionale del Cinema di Torino, mentre 2,6 milioni andranno alla Fondazione Rossini Opera Festival di Pesaro ed altri 3 andranno all’associazione Reggio Parma Festival.
Ricchi contributi ministeriali che, in tutta evidenza, vengono “ben” indirizzati ad una sola parte del Paese. Non un euro, dei 37 milioni, arriverà invece al Sud …a meno che non resti “argent de poche” per qualche mancetta ai più servili tra i terroni.