Il taglio delle tasse sui carburanti premia i più ricchi e il nord 

Come ampiamente noto, qualche giorno fa il governo ha varato un decreto per contrastare il caro energia. Per quanto riguarda i carburanti, si è deciso di tagliare le accise di 25 centesimi che, considerando l’IVA, si traduce in 30,5 centesimi di “sconto” netto alla pompa. Un’operazione che grava su tutti i contribuenti per circa un miliardo …non proprio bruscolini. 
Tutti contenti? Non proprio. 
Stando a un report di Transport & Environment, organizzazione non governativa che gioca un ruolo chiave nelle politiche UE nel campo dei trasporti e dell’ambiente, di queste misure beneficeranno soprattutto gli automobilisti più ricchi che riceveranno un “premio 8 volte superiore rispetto ai più poveri”. Infatti, in virtù della maggiore propensione dei benestanti ad utilizzare, spesso da soli, auto più lussuose, spaziose e che consumano più carburante, è stato calcolato che, ad esempio, un taglio dei costi pari a 30 centesimi al litro (come quello introdotto in Italia) si traduce nell’arco di sei mesi in un risparmio di 600 euro per un conducente di un modello BMW X5 contro i soli 170 euro calcolati per chi guida una Citroën C3. Nulla è invece destinato a chi utilizza i mezzi pubblici. 
Risparmi che riverberanno diversamente anche a livello territoriale divenendo, paradossalmente, maggiori vantaggi per le aree più ricche del Nord. 
Giustamente, secondo Veronica Aneris, direttrice per l’Italia di T&E, il governo avrebbe più proficuamente dovuto “…garantire il diritto allo smart working e ridurre considerevolmente, per il periodo in corso, le tariffe del trasporto pubblico. Se si vogliono davvero aiutare le famiglie più povere che dipendono dall’auto, occorre allora ridurre le imposte sul reddito, aumentare le indennità di mobilità o fornire direttamente contributi in denaro a coloro che ne hanno più bisogno”. 
Manco a dirlo, tutte misure che avrebbero inciso in maniera più decisa nelle aree più fragili del Sud e che, proprio per questo, restano invise ai timonieri del Paese.