“Napoli Jazzology”, il tributo alla canzone classica napoletana del Lello Petrarca Trio

Quello tracciato dal “Lello Petrarca Trio” è considerato, non a torto, un veleggiare tra i più suggestivi del panorama Jazz. Navigazioni che dopo i primi due album, “Musical Stories” e “Reflections”, nei quali sono emerse la ricchezza delle individualità, la qualità delle conversations e la genuina predisposizione all’interazione in brani inediti spesso ispirati da grandi incontri con eterogenei protagonisti della musica, trovano nuovo approdo in un lavoro tutto consacrato alle radici della canzone classica napoletana, quasi un ringraziamento alla fertilità di una Partenope epicentro di inevitabile, e continua, formazione.

Nuovamente prodotti dalla salentina Dodicilune, una delle più attente etichette discografiche nazionali della quale basta un’occhiata al catalogo per comprenderne la cura, in “Napoli Jazzology” (oggi in uscita) Lello Petrarca al piano, Vincenzo Faraldo al contrabbasso e Aldo Fucile alla batteria, hanno raccolto sette grandi classici, completati da un delicatissimo omaggio alla “Gente Distratta” di Pino Daniele.

Otto pezzi per otto raffinate interpretazioni che, senza nulla concedere alle necessità del mercato, hanno il pregio di offrire solidi ancoraggi, in termini di riconoscibilità, così da fraternizzare e coinvolgere nel viaggio anche chi è solito percorrere rotte differenti da quelle abbozzate sulle mappe dei timonieri del Jazz. Ne viene che, tanto per la profondità delle radici quanto per la accurata sensibilità con la quale sono state rispettate e restituite, nel disco non ci si smarrisce. È vero invece che abbandonandosi alle armonie di veri e propri gioiellini di intimità, come immediatamente paiono le declinazioni di “Era de maggio” e “Passione”, cedendo alla ritmica di una cosmopolita “Tammurriata nera” e aprendosi all’audacia d’una significativa “Reginella”, ci si gode il viaggio verso una nostra, rinnovata, Itaca.