“Dobbiamo farci furbi!” …come se avessero da imparare.

“Dobbiamo farci furbi!” convengono il sindaco di Milano, Beppe Sala, e il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, intercettati dai giornalisti di LaPresse in un fuorionda che ha suscitato non poche polemiche. “Qui è tutto Sud, Sud, Sud!” sbottano. Parlano dei fondi del Recovery Fund e mostrano tutta la loro insofferenza verso il Piano governativo (PNRR) che, nelle intenzioni, destinerebbe al Mezzogiorno il 40% delle risorse totali a disposizione dell’Italia.

Fa specie che questo nervosismo arrivi da una regione che con sempre più insistenza chiede (pretende) d’essere più autonoma, che si picca di saper fare tutto da se (salvo poi chiedere allo stato come per l’Expo, la BreBeMi e le Olimpiadi invernali), che è la locomotiva del Paese, che c’ha le virtù, che pure in via Montenapoleone le maniche di camicia stanno sempre rimboccate.

Fa specie perché, è necessario ribadirlo, se la Lombardia si fosse presentata in maniera autonoma al tavolo europeo nel quale si è determinato il riparto del NextGenerationEU, di risorse ne avrebbe intercettate ben poche.

I criteri adottati dall’Unione europea, infatti, sono solo tre: la popolazione, il PIL pro capite e il tasso di disoccupazione e, popolazione a parte, sono criteri che poco concedono ai territori meglio attrezzati e tendono a favorire le aree che con maggiore difficoltà riusciranno a riprendersi da questi anni difficili. Tanto per chiarire, se si fossero volute rispettare le indicazioni europee, dei 209 miliardi, al Sud se ne sarebbero dovuti impiegare i due terzi. Altro che 40%.

Ma per amministratori che, oltre la laurea in “raschiamento dei barili altrui” e master in “affari propri”, hanno ben poche altre competenze, pare troppo anche il meno “concesso” al Sud. Gli pare brutto se non riescono a metterci su le grinfie.