Alla Campania scippano pure i farmaci antivirali

Delle dichiarazioni, rese come di consueto il venerdì in diretta social dal presidente Vincenzo De Luca, la sola parte che ha avuto rilievo mediatico è stata quella relativa all’annuncio della decisione di non riaprire le scuole della Campania. Meritava però qualche attenzione in più anche la denuncia di una grave disparità che è stata riservata in questi mesi ai cittadini campani. Dopo aver, giustamente, polemizzato nei mesi scorsi con il commissario all’emergenza evocando “un mercato nero dei vaccini” per via di una distribuzione delle dosi vaccinali sfavorevole per la Campania e vantaggiosa per le regioni del Nord, oggi la questione che solleva De Luca è quella che riguarda l’approvvigionamento dei farmaci antivirali, “quelli che – spiega il presidente – consentono di decongestionare gli ospedali e di curare a domicilio chi non ha sintomi gravi”.
Ha confessato, De Luca, di avere “…la sensazione che adesso cominciamo a fare il mercato nero dei farmaci antivirali”. Come spiegare altrimenti il fatto che alla Campania sono stati assegnati 480 colli di questi farmaci mentre l’Emilia Romagna, che ha 1 milione e 300mila abitanti in meno, ne riceva 840? E come intravedere un minimo di logica nella distribuzione se, nel Lazio che ha gli stessi abitanti della Campania, si assegna più del triplo delle dosi (1680 colli)? Una forte disparità riscontrabile anche nel riparto delle forniture per la Liguria, per la Lombardia (1080 colli), Toscana (1140) e Veneto (2160).
Pesanti, ma chiare e determinate, le parole del governatore: “Lo dico chiaro: se continua questa storia ci rivolgeremo alla magistratura penale. Siamo di fronte ad abusi: volevo adoperare un aggettivo pesante, mi fermo perché esiste il codice penale. È vergognoso quello che si sta facendo anche per i farmaci anti virali. Si sono nascosti stavolta dietro un algoritmo elaborato dall’Aifa. Invito il commissario, il Ministero della salute e il Governo a distribuire i farmaci anti virali e poi monoclonali semplicemente in proporzione alla popolazione delle regioni”.