“Disegni, sui no vax mi hai deluso”. “Càpita, come in amore” 

Sul Fatto Quotidiano di domenica scorsa il celebre disegnatore romano, Stefano Disegni, ha tracciato, con la sua consueta irriverenza, una divertente tavola che prende un po’ in giro i No-Vax. Vignette che ad ogni modo, stando al video realizzato da Fanpage alla manifestazione no-Green Pass di Milano, diffuso in questi giorni (qui il link), neanche riescono a competere, in fatto di grottesco, con la realtà. Un utente di Twitter se ne è però (educatamente) lamentato, denunciando, deluso, di “essersi giocato l’ultimo Idolo della sua gioventù”. Beffardo, Disegni non perde l’occasione, e replica alla sua maniera …

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Caro/a/altro (sei in buona compagnia), sono Idolo. Comprendo il tuo dolore. E con esso la tua rabbia. In amore non c’è di peggio di una fiducia mal riposta, calpestata, delusa. Lo so e mi scuso. Una strada che avevi immaginato di percorrere insieme, tu e Idolo, giorno dopo giorno fino a una vecchiaia serena in mezzo ai nipotini, viene annientata da una maledetta strip in cui Idolo sostiene che i no-vax abbiano la testa di travertino. Si rivela un Idolo che non conoscevi, alieno, lontano dai tuoi sogni più felici. Ma la storia che c’è stata tra noi, di cui non rinnego niente, è stata bellissima e merita sincerità. Io non sono l’idolo che fa per te. Forse lo abbiamo sempre saputo e non ce lo siamo mai detto. Tu hai bisogno di un Idolo che ti voglia bene, ti stia vicino, ti dica sempre e con amore quello che ti fa piacere sentire. Con me non funzionerebbe, io sono un Idolo che non sa amare. Cose per te profonde, care, tutte tue, per me sarebbero stronzate stroboscopiche, finirei per mandarti a fare in culo un giorno sì e l’altro pure, la nostra relazione ne risentirebbe, diventerebbe un inferno. Credimi, se continuiamo ci faremo del male. Ti parlo col cuore: trovati l’idolo giusto, uno che ti sia simile, metti su famiglia, vivi. E dimenticami. Dài, non sono neanche un buon Idolo, lo faccio senza convinzione, non ci credo, ai doveri di un bravo Idolo preferisco un birrone con gente non irreprensibile. Non voglio neanche bambini. Finirebbero per idolatrarmi pure loro, sai che palle. E piglierei a calci nel culo quelli che si travestono da deportati, una cosa che a te magari piace, perché devo frustrarti? Un altro/a deluso/a (perdonami, noi Idoli siamo poligami) mi ha scritto che una volta attaccavo la Democrazia cristiana e adesso difendo il governo. Probabilmente tu sarai d’accordo, mentre io mi chiedo che cazzo c’entri Andreotti con un virus. Vedi? Non possiamo proseguire, dobbiamo separarci. Dovrei concludere con un “restiamo amici” come fanno le persone civili, ma quando penso a miei cari amici non vaccinati e morti, mi stai veramente sul cazzo e non posso, non voglio mentirti. Addio. Non preoccuparti per me, continuerò, da solo nel mondo, in qualche modo ce la farò.

Stefano Disegni