Madamin Fornero e il dovere di ri-piangere in diretta tv

Senza che se ne fosse mai veramente andata, il governo, per coordinare al Dipe la politica economica del Paese, ha richiamato in servizio (tra i migliori) la madamin piemontese Elsa Fornero, quella delle lacrime in diretta Tv coccodril …Loscamente successive alla riforma “lacrime e sangue” che spostò più in là la possibilità di andare in pensione per molti lavoratori; che contro il dettato costituzionale eliminò l’obbligo di reintegro dei lavoratori arbitrariamente licenziati; che creò centinaia di migliaia di lavoratori esodati senza stipendio, senza lavoro e senza pensione.

Oggi la stessa Professoressa che, da Monti a Draghi contigua ai ragionieristici ambienti confindustriali e bancari, ebbe l’impudicizia di incasellare tra i “choosy” intere generazioni di giovani, non appartenenti a quelli col “bollino blu” di un master all’estero da 100.000 euro appositamente predisposto per il dominio della nuova élite arricchita, torna. Perché “è arrivato il momento” di svolgere quello che lei sente come un “dovere”: ovvero quello di compiere (ancora!!!) “le scelte impopolari” che la politica non può permettersi di adottare e che quindi delega a (mefistofeliche) figure altre.

D’altra parte ci sono le copiose risorse del Recovery Fund, che nelle intenzioni delle Istituzioni europee sarebbero da impiegare soprattutto al Mezzogiorno ma, proprio al Sud già indegnamente sottratte ed assicurate agli interessi del Partito Unico del Nord. La madamin, fervidamente avversa a quelle misure che come il reddito di cittadinanza nelle condizioni attuali premiano il meridione, alla stregua di un curatore fallimentare di un Paese in dissesto morale, nell’ignavia di tutti i partiti nazionali, viene sottratta alla naftalina dei salotti Tv e, invece di essere confinata nella dimenticanza di un tempo amaro, si appresta dunque a infliggere la mazzata (sarà quella finale?).