RAI: Sprechi e contratti d’oro per fare la “Saxa Rubra padana”

La nuova sede della Rai a Milano costerebbe quasi 135 milioni di euro solo di affitto da corrispondere fino al 2052. A rivelarlo è uno studio di fattibilità nel quale vengono delineati i costi relativi all’”Operazione Portello”, quella che dà corso alla delibera d’indirizzo, licenziata dal Consiglio d’amministrazione uscente della tv pubblica, per la realizzazione di una nuova sede nel polo di Portello della Fiera di Milano. Una Saxa Rubra padana. 
Un contratto della durata di 27 anni complessivi, per circa 5 milioni di euro l’anno di affitto. Un fiume di denaro pubblico per un progetto che già in partenza si annuncia come uno spreco. Tanto è vero che i primi otto anni sono previsti in perdita, ed è solo dal 2029 che l’operazione potrebbe cominciare a restituire qualche piccolo segno positivo nei bilanci. 
Per procedere col progetto, a Milano la Rai dovrebbe privarsi della sede storica di Corso Sempione e disdire l’affitto della sede di via Mecenate, che per intenderci è quella riammodernata a costi milionari solo quattro anni fa, quando furono finanziati i lavori per il nuovo grande studio di “Che tempo che fa”.
Non si scorgono all’orizzonte investimenti che riguardano le aree da Roma in giù, mentre con l’Operazione Portello si trovano le risorse per soddisfare un vecchio pallino della Lega Nord, ovvero il miraggio della Saxa Rubra del Nord. Un’operazione folle e costosa, sia per i tanti zeri trascritti a bilancio, sia perché in continuità con la fallimentare impostazione di continuare a mettere carburante (solo) nella “Locomotiva padana”, da troppi decenni specializzatasi nel rastrellare risorse dal resto del Paese senza che restituisca alcunché.