La Real Delizia di Carditello nell’Asprino di Aversa

Da quando nel 2013 il Ministero dei Beni Culturali l’acquisì dopo decenni di abbandono e saccheggio nei quali vennero trafugati i preziosi caminetti del Settecento, i cancelli in ferro battuto, gli arredi e i marmi che abbellivano i gradini dello scalone, la “Real Delizia di Carditello”, voluta da Ferdinando IV di Borbone nel cuore della Campania Felix, sta sempre più riappropriandosi della sua memoria, grazie soprattutto all’ottimo lavoro della Fondazione Real Sito di Carditello presieduta da Luigi Nicolais. Ed è forse il modo migliore per onorare l’impegno profuso dall’allora ministro Massimo Bray, ed il ricordo di Tommaso Cestrone, allevatore di San Tammaro, per tutti l’Angelo di Carditello, che se ne prese cura in prima persona, investendo il suo tempo e la sua salute, facendosene custode, testimone, pungolo di una società troppo distratta e di uno Stato troppo assente. 

Dopo i lavori di restauro che hanno impegnato i primi anni di attività e che ancora proseguono, dal 2016 si è proceduto con la volontà di restituire al sito borbonico sia l’antica, poliedrica, vocazione legata alle pratiche agricole d’eccellenza e all’allevamento dei cavalli di razza reale, che una completa fruizione pubblica. Nascono così le Domeniche al Real Sito di Carditello, i cicli di incontri su temi sociali e culturali che hanno coinvolto via via molte associazioni del territorio, i concerti di Jazz, le passeggiate naturalistiche, le feste della tradizione, le giornate dedicate al teatro, gli eventi primaverili con i laboratori per i ragazzi, l’impegno per la legalità, l’azione sociale, le mostre, il cinema, gli spettacoli equestri …e tanto altro da scoprire cliccando qui

Molte cose pregevoli, in una realtà vivace, alle quali si aggiunge ora la concretizzazione di un progetto che, per i potenziali sviluppi che comporta, ha un valore inestimabile. Si tratta della storica coltivazione delle alberate di vite maritata, a bacca bianca ibridata con il pioppo o con l’olmo che salgono in alto fino a raggiungere anche i 20 metri di altezza, per produrre l’Asprino di Aversa Doc. Architettura agraria di grande seduzione per un vino davvero unico, dal sapore antico e nello stesso tempo modernissimo che, come testimoniano i dipinti di Hackert nella piccola reggia casertana, è intimamente legato al Real Sito. Una sperimentazione, affidata alla cura e alla sapienza dell’azienda vitivinicola Cantine Magliulo, quale preludio a una modifica del disciplinare per l’ampliamento della zona di produzione così da includere l’area di San Tammaro, e alla commercializzazione sui mercati internazionali di prodotti a marchio “Carditello”. 

Qualora voleste, del mio primo incontro con l’Asprino ho lasciato traccia qui: Le alberate e gli “scalilli” per l’Asprino d’Aversa.