Nicolino Grande Aracri si è pentito e collabora con la giustizia …un terremoto!!!

Certo, gli inquirenti sono ancora cauti, ma la notizia che uno dei più potenti boss della ‘ndrangheta, come Nicolino Grande Aracri, di Cutro, con diversi ergastoli da scontare, abbia da circa un mese cominciato un percorso di collaborazione con la giustizia, è di quelle che fanno scattare l’allarme da codice rosso in certi ambienti, e preannuncia una scossa tellurica fortissima.
La violenza dei metodi, gli omicidi, la spietatezza del “Professore” sono ben conosciute nella geografia criminale calabrese, ridisegnatasi attorno alla sua figura. Altrettanto nota è la sua anima imprenditoriale che, nel gestire un patrimonio di 240 milioni di euro, ha potuto far conto su un vero e proprio esercito di 500 uomini, schierati a difesa di “affari” da tempo radicati soprattutto nelle regioni del Nord, dove ha trovato terreno fertile e ha potuto tessere una importante rete di relazioni con quelli che per lui sono “i cristiani buoni”, intendendo quel mondo di “colletti bianchi” fatto di professionisti, amministratori, imprenditori e massoneria deviata.
La presenza dei Grandi Aracri in Emilia-Romagna è oramai quasi quarantennale, si estende anche alla Lombardia, al Veneto, alla Liguria, e finanche a Germania e Svizzera, come emerso in molte indagini, da “Kyterion” a “Scacco Matto”, e soprattutto in “Aemilia”, i cui esiti hanno portato dietro le sbarre 160 persone, tra le quali molti importanti esponenti politici collusi con il clan.
Quasi fosse ministro delle infrastrutture, era a un passo dal realizzare l’Alta velocità ferroviaria da Roma a Reggio Calabria. Aveva messo d’accordo tutti i clan, eccetto quelli reggini che, sentendosi scavalcati, fecero saltare l’ambizioso progetto.
Il boss di Cutro era detenuto nel carcere milanese di Opera quando ha chiesto di incontrare Nicola Gratteri e i magistrati della Dda di Catanzaro. Conosce benissimo i legami tra politica e criminalità organizzata, e quello che avrà da dire – lo dicono tutti – “fa tremare i polsi”, poiché un pentimento di questo livello equivale a un Totò Riina che vuota il sacco sulla mafia siciliana!!! Una enormità!!!