Cashback: un regalo ai ricchi del Nord pagato coi soldi di tutti

Per il Censis questo 2020 oramai in triste dissolvenza rappresenta senza dubbio, per l’Italia, l’anno della bonus economy. Siamo il Paese che in assoluto, già da molti anni, tra rottamazioni e 80euro, ricorre più di ogni altro in Europa a sostanziose mancette di Stato. Quest’anno poi, complice l’emergenza Covid-19, abbiamo assistito a un vero e proprio boom di misure risarcitorie, compensative, incentivanti, per il ristoro o come cura …insomma, una serie infinita di bonus.

L’ultimo strumento implementato è il Cashback che, ideato per incentivare l’uso dei pagamenti elettronici in funzione antievasione, premia con 150 euro a semestre chi dimostra tramite l’App IO di aver fatto un certo numero di acquisti con moneta elettronica. E c’è anche di più: un Super Cashback di 3.000 euro (in due rate da 1.500) che premierà le 100mila persone che avranno fatto il numero maggiore di pagamenti senza contanti.

Trovare voci critiche a questo genere di iniziative, che alla fine della fiera ci costerà quasi cinque miliardi di euro, è molto difficile. Tutti paiono indaffarati, piuttosto, a registrare la carta di credito e far funzionare l’App, per poter partecipare al buffet, e a fine anno vincere la Super Cagnotte.

Ma se giornali e tv non registrano voci in disaccordo è solo perché hanno, poco alla volta, perso l’abitudine a rappresentare le istanze e gli interessi di una parte, purtroppo sempre più rilevante, della popolazione. A voler guardare l’esito che simili provvedimenti hanno avuto nel tempo non è difficile, infatti, constatarne l’iniquità sociale, ad esempio: perché un reddito di emergenza che esclude gli “invisibili”? Perché 80 euro alla classe media dribblando quelli che stanno ancora più indietro? È poi giusto il contributo all’Upper class metropolitana che si fa il monopattino a dispetto del pendolare ancora stipato sulla littorina? Ed è chiaro a tutti che più della metà delle detrazioni che ruotano attorno alla casa vanno al 10% più ricco della popolazione?

Il Cashback non farà eccezione, il digital divide taglierà fuori una buona fetta di persone, e la povertà ne escluderà tante altre. Un quarto del Paese non è invitato a tavola e il piatto più sostanzioso, quello dei 3.000 euro, verrà servito solo ai più ricchi.

Un’analisi appena pubblicata dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre dimostra, numeri alla mano, che il Cashback “…sarà un provvedimento che favorirà soprattutto le persone che, secondo le statistiche, vivono nelle grandi aree urbane del Nord, dispongono di una condizione professionale e un livello di istruzione medio-alto. Insomma, una misura a vantaggio dei ricchi, ma pagata con i soldi di tutti. Un modo veramente molto singolare di combattere l’evasione fiscale”. Agirà dunque ancora una volta a detrimento della gente del Sud e come un Robin Hood al contrario, farà felice solo gli amici dello sceriffo di Nottingham.

(…ma quando è stato che la povertà è cominciata ad essere considerata una colpa?)