Un Terrone a Milano: quando ritornare è criminale solo se è al Sud

Lo scorso anno, il linguaggio fresco e giovanile, fece diventare subito “virale” (forse era meglio un altro termine visti i tempi) un suo post che denunciava la speculazione che ogni anno alleggerisce le tasche dei meridionali fuori sede, con il rincaro, puntuale, del costo dei biglietti di treni e aerei in concomitanza delle festività natalizie. “Un Milano-Catania costa quanto un Milano-New York …e allora ditelo che ‘sta fuga di cervelli la volete proprio!” Così, Stefano Maiolica fu contattato da una società di trasporti e in breve venne organizzato un viaggio condiviso, a prezzi simbolici per 82 passeggeri, che da Milano fece tappa a Napoli e a Cosenza prima di arrivare a Catania.

Oggi a Stefano, meglio conosciuto come “Un Terrone a Milano”, per il nome del suo seguitissimo blog, non vanno giù certi pregiudizi duri a morire nei riguardi dei meridionali e, in una videointervista a Repubblica, denuncia l’abuso di stereotipi e l’atteggiamento razzista di molti articoli pubblicati in questi giorni sulle più grandi testate giornalistiche che fanno riferimento al prevedibile “grande esodo” oppure alla “fuga verso il Sud” di tanti ragazzi che dal Nord si apprestano a tornare agli affetti più cari.

“Non mi sento un mostro a voler tornare a casa da mia mamma e da mia nonna”, esordisce, e spiega che farà il tampone “…perché non voglio rischiare, prenderò un treno a metà della capienza, e terrò la mascherina anche in famiglia”. Non ci sta a sentirsi dare del (r)”aggiratore di ostacoli” o del “mammone del brindisi” come hanno fatto in questi giorni su La Stampa, contesta il termine “fuga”, ritenuto del tutto inappropriato in quanto “…implica definirci quasi come dei criminali, noi invece – fino al 20 dicembre – abbiamo il diritto legale di tornare a casa” e ritiene tristissimo dover registrare ancora il luogo comune del “del meridionale mammone” che torna a casa per la grande abbuffata.

Di queste condanne a prescindere, Stefano e tanti altri giovani in gamba come lui se ne sentono profondamente offesi, e testimonianza ne sono i molti post sui social che invitano a cercare articoli di stampa che si occupano delle migliaia di lombardi, veneti e piemontesi che dall’estero stanno rientrando a casa per passare il loro Natale. Di tutti quei fuori sede non meridionali che stanno tornando nelle proprie città “…non troverete nulla, – dicono – perché semplicemente non sono meridionali.”