Cazzullo parla a sproposito e io gli rispondo così…

Qui di seguito la risposta di Aldo Cazzullo a un lettore del Corriere della Sera che gli chiedeva se ritenesse possibile vedere in Italia un lavoro cinematografico dedicato ai Savoia, come ad esempio si è fatto con “The Crown”, realizzato per raccontare la storia degli anni del regno della regina Elisabetta. In coda la mia replica.

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PERCHÉ NESSUNO GIRERÀ UNA SAGA SUI SAVOIA

Caro Marco, La risposta è no. Pur avendo a disposizione il Paese più ricco al mondo di storia, il cinema e lo spettacolo italiano si occupa pochissimo della storia italiana; se non in forma di fantasy, tipo le saghe vagamente ispirate ai Medici e alla misteriosa fondazione di Roma, che non giudico perché non le ho viste. Ufficialmente, i film e le serie tv in costume non si fanno perché costano. ln realtà, la macchina dello spettacolo non si rivolge a sessanta milioni di italiani, bensì a tre milioni di romani. La grande maggioranza dei produttori, dei registi, degli attori sono romani o romanizzati, parlano romanesco, pensano romanesco. Cosa vuole che gliene importi di una dinastia che parlava un bizzarro dialetto del Nord. In realtà, come lei ben sa gentile signor Zambelli, i Savoia hanno fatto l’Italia, e ne hanno accompagnato bene o male le vicende per quasi un secolo. Hanno espresso personaggi letterari, da Carlo Alberto che cerca la morte sul campo di battaglia di Novara (la storia della sua fuga in Portogallo vale da sola una serie tv), a Vittorio Emanuele II che preferiva le popolane alle nobildonne – la sua visita alla regina Vittoria e alla corte inglese è tutta da raccontare -, sino appunto al regicidio di cui lei parla, e alla figura tormentata di Vittorio Emanuele III, che purtroppo si piegò al fascismo ma nel suo lungo regno non ha avuto solo demeriti. Noi qui siamo arrivati all’assurdo che nella città più monarchica d’Italia, Napoli, dove i Savoia stravinsero il referendum – perduto invece a Torino -, qualcuno si è inventato una contro-storia in cui l’unificazione del nostro Paese è una tragedia e si stava molto meglio al tempo delle forche e dell’inquisizione.

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Buongiorno Sig. Cazzullo

Leggo oggi sul Corriere la sua risposta al lettore Zambelli che Le domanda se fosse mai possibile realizzare in Italia una opera cinematografica dedicata ai Savoia, sull’esempio di “The Crown”, girato per raccontare gli anni del regno della regina Elisabetta.Nel constatare che il cinema italiano non si occupa molto di storia, se non in forma di fantasy, e nell’elencare le ragioni per le quali Lei ritiene non possa essere un progetto realizzabile (meno male), in coda aggiunge che “a Napoli […] qualcuno si è inventato una contro-storia in cui l’unificazione del nostro Paese è una tragedia”.

Per parte mia, nel ritenere, con queste premesse, la realizzazione di un film (fantasy) sui Savoia un consolidamento della cappa di conformismo attorno alle questioni storiche dell’Ottocento, vorrei ricordare la Tragedia dei massacri (veri) subiti dai meridionali (centinaia di migliaia di vittime tra briganti, prigionieri e deportati) per mano di quella dinastia. E non vorrei trascurare nel ricordo le decine di paesi rasi al suolo, il saccheggio di banche e fabbriche e, dulcis in fundo, l’inizio di una emigrazione meridionale mai conosciuta prima …e che ancora non cessa.

Pietro Fucile