Il Guanto dell’Agro Caleno, un dolce dell’anima perfetto per il lockdown

Ad ogni festeggiamento, che si tratti di un battesimo o di un matrimonio, d’un carnevale o di un compleanno, la laurea, il fidanzamento, la promozione, a Pasqua come a Natale, un brindisi e un dolce non mancano mai. E in genere, quanta più è importante la ricorrenza, tanti più sono i quarti di nobiltà del vino e del dolce chiamato a celebrare il momento.

In questi tempi di iper-spettacolarizzazione del cibo in tv, non è difficile trovare ispirazione in un cooking-show per una torta a quattro piani e neanche per replicare le particolarissime lavorazioni del celebrity chef del momento.

Non sempre però i dolci sono l’infiorettatura della festa, ci sono certi dolci che solo raramente si presentano alle feste, e che in una pasticceria non ci sono stati mai. Li trovi invece, tramandati da chissà quanto, nelle cucine delle famiglie, e da lì in genere fanno poca strada, giusto attorno alle case del vicinato pe’ ‘a crianza.

È il caso di un dolce di casa mia, il Guanto, così consueto in paese che alla sola vista, da ragazzino sapevo con facilità indovinare in quale contrada (persino in quale famiglia) fosse stato preparato.

È un dolce radicato nell’Agro Caleno ed appartiene alla numerosa famiglia delle chiacchiere (assieme a frappe, cenci, cunchiell’, maraviglias, fiocchetti, cioffe, stracci…), fino a un trentennio fa veniva interpretato dalle donne (…di uomini se ne vedevano pochi in cucina) in molte varianti differenti pur conservando la stessa denominazione. Poi non so perché, né come, poco alla volta gli intrecci che qualcuno faceva con la pasta si sono sciolti, la croccantezza di alcuni si è ammorbidita e le forme più squadrate hanno ceduto il passo a quelle tondeggianti. Fatto sta che adesso in tutti i paesi del circondario il guanto si fa solo alla maniera che è più vicina a quelli che si facevano a Calvi Risorta: la migliore sintesi possibile in una morbida corona dorata, fatta di farina, uova e vino bianco, fritta in abbondante olio e spolverata di zucchero, da provare quando è ancora calda. Un dolce, oggi, capace di rappresentare tutto il territorio dell’Agro Caleno.

Il Guanto dell’Agro Caleno appartiene tradizionalmente al periodo della quaresima, tra il carnevale e la Pasqua, ma è sicuramente un dolce che viene preparato durante tutto l’anno senza che ci sia bisogno di festeggiare alcunché. A mio parere è anzi un dolce “consolatorio” infatti, in virtù di ingredienti facili da reperire e dalla semplicità della preparazione, viene preparato lì per lì, magari per addolcire una malinconia o stemperare una tensione. Spesso i guanti accompagnano momenti più intimi e profondi e prendono il posto delle parole che a volte, anche in famiglia, non riescono a comunicare un sentimento di vicinanza e di affetto. I guanti sono come messaggi di attenzione, per l’anima, perfetti in tempi di lockdown.