Il “bonus mobilità” circola solo nelle ZTL, scansa i poveri e favorisce (ancora!?!) il Nord

Il sito è andato subito in tilt ancor prima di cominciare a funzionare, la coda di clienti digitali è restata ferma per tante ore, ai numeri di assistenza non rispondeva nessuno e dulcis in fundo spuntano ora anche le truffe on line dei …ladri di biciclette. Per queste ragioni sui giornali e sui social non ci si è lasciata scappare l’occasione per sbeffeggiare un po’ il Governo per il flop del click day relativo al bonus mobilità, quello per acquistare bici e monopattini, voluto dal Ministro per l’Ambiente Sergio Costa.

Il bonus che coprirà il 60% della spesa fino a un valore massimo di 500 euro è costato finora all’erario 215 milioni di euro, ma siccome è già chiaro che non basteranno, dal Ministero assicurano che, oltre ai 100 da inserire nella Legge di stabilità, ne sono pronti altri 160 di fondi interni. 475 milioni in tutto quindi, derivanti perlopiù dal meccanismo delle cosiddette aste verdi e in parte vincolati nell’utilizzo per migliorare la qualità dell’aria.

Certo, sono contento per zio Gaetano che ne ha approfittato visto che, a Ferrara da quasi vent’anni, era rimasto uno dei pochi in città a non essere “ciclomunito”, ma non può essere taciuto che erogare bonus invece che mettere in opera azioni più organiche, rappresenta una resa da parte dello Stato che, scegliendo la via del facile consenso, si accontenta di risultati modesti e finisce per creare nuove ingiustizie sociali. In questo caso, mettendosi nei panni di chi è davvero in difficoltà o che vive in un paese delle aree interne e soprattutto se visto da Sud, il provvedimento è addirittura insopportabile.

Non pensi alla bici quando devi abbassare la saracinesca dell’attività senza la certezza di poterla riaprire; non puoi acquistare un monopattino, neanche se metà te lo paga lo Stato, quando sei un lavoratore in bilico e in lotta con la precarietà; non ti ci metti in fila per il click day se sei di quelli esclusi per il divario digitale. In un periodo di crisi come quello che il Paese sta attraversando e che manifesta la sua severità soprattutto nel Mezzogiorno, dove gli impatti sociali sono molto più importanti che al Nord, è evidente che quelli in coda per la bici o il monopattino sono quelli che se la passano un po’ meglio e non sono di certo quelli che, soprattutto a Sud, devono ancora mettere insieme il pranzo con la cena. Un bonus del benestante e contro il povero.

E se il Sud col suo carico di fragilità non raccoglie che le briciole da questa vera e propria regalia, neanche le aree interne ridono e vengono addirittura messe di nuovo al margine. L’accesso al bonus, infatti, esclude tutti quelli che abitano nei comuni che non arrivano a 50.000 residenti e con loro penalizza, di conseguenza, anche i rivenditori di due ruote che non hanno punti vendita nelle grandi città. Un bonus di città e contro il paese.

Ma è soprattutto un bonus che fa felici le 3.000 aziende che operano nel settore, che vedranno crescere il fatturato in virtù del boom di vendite generato dai 475 milioni messi sul piatto dallo Stato. D’altra parte, come ha ammesso lo stesso Ministro Costa, è per andare incontro alle aziende che il provvedimento è stato varato. E siccome le aziende delle due ruote sono concentrate in grandissima parte nel triangolo disegnato da Veneto, Lombardia e Emilia-Romagna è soprattutto un bonus per il Nord …e contro il Sud.