La Carta dei prodotti alimentari come terapia per guarire il Sud dal furto di memoria

Oltre il pregio storico, la celebre Carta dei Prodotti Alimentari delle Provincie Continentali del Regno deIle Due Sicilie, è un capolavoro di sintesi cartografica, nonostante la fama del suo autore, Benedetto Marzolla, uno dei massimi esponenti scientifici europei del XIX secolo, sia declinata nell’oblio dopo l’Unità nazionale come, del resto, avvenuto a molti illustri personaggi della vita culturale, politica e sociale napoletana del tempo che non vollero aderire al processo risorgimentale. La carta raffigura l’intero territorio continentale del Regno di Napoli come una grande “Campania Felix”, nell’abbondanza di prodotti agricoli, manifatturieri e dell’allevamento, segnalati con ubicazione, lavorazione e produzione. Prodotti lavorati che rappresentavano in quegli anni una delle voci più importanti dell’economia del Regno, ed erano, in tutta evidenza, testimonianza viva di una nascente industrializzazione.

Secondo il prof. Vladimiro Valerio, docente all’università di Venezia e profondo conoscitore di cartografia storica del XVIII e XIX secolo, Marzolla “…inventò, è il caso di dire, un nuovo modo di intendere e di disegnare la carta geografica fornendo una visione assolutamente originale della comunicazione dei dati geografici attraverso la combinazione di testo e immagine”. Una carta che, con spirito moderno, potremmo tranquillamente definire “multimediale” e che se valutata assieme all’ampio lavoro cartografico dei tanti, geografi, cartografi, disegnatori e incisori del tempo è capace di restituire il “respiro europeo” che caratterizzava l’arte cartografica napoletana, la più bella d’Europa, che ha potuto esprimersi al meglio grazie anche ai tanti mezzi messi a disposizione dalla Casa reale dei Borbone.

Restituire valore all’opera del cartografo brindisino e particolarmente a questa Carta, oltre che una terapia per guarire dall’amputazione di memoria subita dal Mezzogiorno (“irredimibile”) per mano sabaudo-piemontese, può essere utile a riscoprire la sorprendente varietà produttiva del Mezzogiorno e la sua diversità territoriale, ben documentate dalla carta di Marzolla, sulla quale può fondarsi un rilancio del settore primario, tanto per il recupero dei luoghi quanto per la valorizzazione delle produzioni tipiche alle quali si può fornire “documentazione certa” per veder riconosciute denominazioni di tutela e d’eccellenza.