“Fiumi a mare” letto dallo scrittore Carlo Simonelli

Non teorie astratte e utopie da salotto, Fiumi a mare è un “agire possibile”. Ciò che la gente del Sud ha saputo costruire altrove, saprà costruirlo anche a casa propria. Grazie di cuore Carlo!

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Troppo spesso il Sud a torto o a ragione si è sentito inascoltato, ignorato, isolato, abbandonato, anche quando ci sarebbero state altre alternative e, nonostante tutto, è riuscito ad andare avanti. Avrebbe dovuto essere pronto a tutte le partenze, certo, ma non ha trovato la fiducia o la forza della quale c’è bisogno nei momenti difficili. E di questi momenti ce ne sono stati tanti e continuano ad essercene. È tutta una periferia, il Sud. Ormai da generazioni. Ma è una periferia particolare, che è sempre stata centro del mondo. Ne ha la vocazione. È questione di tempo e tornerà primeggiare, anche a discapito di chi gli è contro, di chi ha pretese egoiste e neocoloniali. Per ripartire c’è bisogno di ritrovare la coscienza di valere qualcosa, di avere dei diritti, ormai da troppo tempo sospesi nell’aleatorietà di uno Stato sempre più insensibile alle giuste rivendicazioni di una parte dei suoi cittadini.

Ci vogliono idee e soprattutto speranze e c’è bisogno di un progetto ampio e articolato per valorizzare il Meridione, il vero cuore pulsante, la vera linfa di un’Italia dinamica e competitiva. Questo progetto si può trovare nel bel libro di Pietro Fucile, Fiumi a mare (parlando al Sud), edito nel 2020 da Magenes Editoriale, dal linguaggio agile e giovanile, di facile comprensione, che dovrebbe essere letto da tanti per trarne spunti di intervento, ma si potrebbe prendere in blocco e adattare facilmente a una qualsiasi realtà del Sud Italia, isole comprese.

In esso, l’autore presenta una pianificazione di sviluppo concreto che vale per tutto il Sud. Si parla di fusioni, di finanziamenti, di scuole e asili, di turismo e delle vocazioni particolari che ogni territorio possiede. Non si espongono teorie astratte e irrealizzabili, belle utopie da salotto, dibattute da chi non ha passatempi più spassosi ai quali dedicarsi. Si snocciolano tante piccole accortezze, un agire possibile, mirato ma sistematico, attraverso cui colmare in pochi anni i ritardi di decenni con la determinazione e la caparbietà che caratterizza gli abitanti del Meridione.

Ciò che hanno saputo costruire altrove sapranno costruirlo anche a casa propria.

Il Sud per ripartire deve imparare ad ascoltare e a credere, nuovamente, in se stesso e nella forza della sua gente, come ha sempre dimostrato e come la storia degli ultimi millenni ha insegnato a tutti noi.

Carlo Simonelli