“Permani”, il vento e le voci mediterranee di Carlo Simonelli

Forse è vero che quando le cose accadono inaspettate si caricano di ulteriori sapori, e forse è vero anche che la cosa capita più di frequente di quanto accettiamo di ammettere a noi stessi, oramai educati a pianificare ogni aspetto del nostro incedere. L’incontro nel quale ci si riconosce, un imprevisto cambio di programma, una felicità improvvisa, il libro scovato su una bancarella, un sapore che riaffiora inaspettato da chissà quale profondo … sono la sorpresa capace di dare senso. E così in qualche giorno di questa estate appena trascorsa per me ha avuto senso passare un po’ di tempo più del solito sotto l’ombrellone a leggere un romanzo di cui ho saputo per chissà quale algoritmo di Facebook.

La scrittura intensa di Carlo Simonelli, a cui sono grato per il suo “Permani” (Pellegrini editore), non mi ha messo fretta, anzi talvolta è stata più un invito a rallentare, a ripescare nella memoria della gente del Sud, dell’emigrazione, delle lotte contadine che si fanno proletarie, degli anni del terrorismo. Di certo mi ha accompagnato con cura e raffinatezza nel viaggio e nella relazione, che da rude si fa intima, accanto all’adolescente Kevin e all’anziano Massimo, entrambi personaggi dalla personalità un po’ fuori tempo e fuori moda e sostanzialmente estranei in partenza, ma capaci, infine di riconoscersi, di diventare davvero nonno e nipote l’uno per l’altro e di volersi bene.

E se la trama è tessuta su questi due personaggi principali, l’ordito è costituito da una serie di altre personalità autenticissime e affascinanti descritte a volte dall’assenza, come quella ingombrante di Roberto o quella distratta dei genitori di Kevin che si fanno paradigma delle fragili relazioni di oggi. Altre volte invece i personaggi vengono figurati dall’amore, come quello piccolino e autentico tra Lisa e Kevin, o quello dolorosamente segnato della complessa figura della zia Betta.

Un’opera importante quella di Simonelli (Professore d’italiano in Svizzera ma calabrese di Tropea), costruita su sentimenti fatti di parole portate da un vento mediterraneo, di parole dette “… che hanno sempre delle orecchie sulle quali posarsi e petti nei quali insinuarsi”, e soprattutto taciute “…le uniche che rimarranno dentro per sempre a segnare la nostra coscienza”, e se è vero che un romanzo vale per le emozioni che rimangono al lettore, “Permani” è certamente capace di segnare il cuore e la ragione dei lettori più accorti.