Smartworker e cittadini temporanei tra le viuzze lastricate di Grottole

In ambito letterario il nome di Grottole, in provincia di Matera, era molto circolato quando il romanzo “Mille anni che sto qui” vinse il Campiello del 2007. Mariolina Venezia, ispiratrice con le sue opere della Imma Tataranni televisiva, aveva voluto ambientare proprio tra le strette viuzze lastricate del paese, la saga dei Falcone, attraversandone le vicende per cinque generazioni dall’Unità d’Italia fino alla caduta del muro di Berlino.

La potenza del web e l’interessamento della grande stampa internazionale ha fatto in modo che del borgo, uno dei più antichi della regione, se ne è saputo ancor di più lo scorso anno, per via del progetto Italian Sabbatical dell’impresa sociale Wonder Grottole supportato da AirBnb che ha portato cinque volontari, scelti tra 280mila candidature da tutto il mondo, a stabilirsi gratuitamente per tre mesi nel borgo che per secoli è stato un importante crocevia della via Appia di genti e di culture, tra il Bradano e il Basento che le notti di luna piena ancora sussurra il nome della bella principessa Abufina, secondo leggenda, annegata per amore nelle sue acque.

Rifacendosi ai principi di quello che viene riconosciuto come “turismo esperenziale”, coniugando il locale col globale, il passato col futuro e l’immateriale al concreto, l’obiettivo era quello di trasformare in “cittadini temporanei” dei semplici viaggiatori che stavolta, dopo un mese di full immersion nella cultura locale, tra l’orto della comunità e i fornelli della cucina (magari a preparare i Cavatiedd’), sarebbero stati in grado di impiegare il resto del soggiorno ad accogliere i turisti in visita, gestirne la permanenza e trasmettergli i valori, le tradizioni e le pratiche appena apprese.

Un progetto visionario, in tutta evidenza nato da un malessere preciso e preoccupante, quello fotografato in un report di Legambiente del 2016, e che Grottole condivide con altri 2.500 borghi dell’Italia soprattutto meridionale: l’inesorabile spopolamento. In paese vivono ormai solo la metà delle anime che lo abitavano mezzo secolo fa e il suo centro storico conta ormai meno di 300 abitanti, perlopiù anziani, a fronte delle 629 case abbandonate.

Oggi che, nonostante i pochi contagi, la Basilicata in Lockdown si trova a fare i conti con la perdita secca di un miliardo del suo PIL e che vede sfumare quella che poteva essere l’occasione della svolta, la possibilità cioè di affermarsi saldamente grazie (anche) a “Matera Capitale della cultura” come meta tra le più ricercate di un nuovo Mezzogiorno, anche il progetto grottolese studiato per i cittadini temporanei, ha dovuto subire una rimodulazione.

Andrea Paoletti, architetto e presidente di Wonder Grottole (a cui si deve la realizzazione di una preziosa guida della Basilicata rurale in rete da qualche giorno), di fronte a difficoltà acuite, riesce a guardare oltre e a capovolgere il punto di vista, tanto da sostenere che l’emergenza Covid “…ha cambiato il modo d’intendere il turismo. Se da un lato ha frenato i nostri progetti dall’altro ha fatto emergere il tema del borgo come luogo più sicuro perché già isolato di per sé”. Con risolutezza e spirito grintoso ha voluto così rilanciare, proponendo per questa stagione, oltre ai “minisabbatical” di una settimana nella Wonder Casa (uno dei quattro immobili acquistati e ristrutturati), anche la possibilità per tutti i nomadi digitali alle prese con lo Smart Working di stabilirsi nel centro storico di Grottole dove potranno trovare la loro sede in un contesto adatto a stabilire relazioni genuine in una dimensione ove il tempo riesce ad assumere un valore più alto.