Case, paranoici e serenate a Teora in Alta Irpinia

Non c’è un racconto che possa riassumere l’Alta Irpinia in un brand di tendenza, esistono tanti racconti minimi, spietati, poetici ed estremamente intimi che ne danno una percezione, un profumo, rivelandone solo ritagli, pezzetti, mai il tutto. Li racconta mirabilmente con la musica il maestro Vinicio Capossela, altrettanto fa, ma in versi e prosa, Franco Arminio e ci sono pure quelli di “Irpinia Paranoica” che ne riferiscono con intelligente “ironia sociale” schierandosi “contro la valorizzazione del territorio e a favore dell’improponibile”.

Insomma, se dell’Alta Irpinia se ne vuol cogliere il senso, è necessario dotarsi dello spirito di un collezionista innamorato e mettere insieme, andandoseli a cercare, senza fretta, un po’ di brandelli sparpagliati qua e là. Nel borgo di Teora, ad esempio, tra qualche giorno (alla vigilia di S. Lorenzo) si terrà un evento unico al mondo: il “Festival delle Serenate”, nuovo ad ogni edizione, che propone versioni di serenate provenienti dalle tradizioni di tutto il mondo. La modalità però non cambia e nel paese, cinque balconi fioriti ospiteranno, come sempre, le fanciulle in attesa degli innamorati che dovranno scalare il balcone e portare una rosa rossa per ricevere un bacio.

Ma in questi mesi di Teora si è parlato per altre faccende, per un’iniziativa che ha fatto il giro del mondo grazie soprattutto alla pubblicazione sulla CNN di un articolo: “Italian town Teora hopes to lure new residents by paying their rent”. Teora, scarsi 1.500 abitanti raccolti in un borgo dell’Alta Irpinia, spopolato più dall’emigrazione che dal terremoto, spera di attirare nuovi residenti pagandogli l’affitto, 150 euro a mese, oppure un contributo per l’acquisto di una casa di 5.000 euro.

Non è poca cosa in un paese dove un’abitazione ne vale in media 30.000 e l’affitto appena 200. L’invito è però rivolto solo alle famiglie con bambini perché per ottenere il contributo è necessario iscrivere il proprio figlio alle scuole comunali oltre che mantenere la residenza per almeno tre anni.

L’Amministrazione comunale e il Sindaco, Stefano Farina, hanno voluto sottolineare il differente approccio da quello di tanti altri comuni che per scongiurare lo spopolamento propongono la vendita di case a 1 euro. Difatti, in quei casi, troppo spesso gli acquirenti sono invogliati ad acquisire immobili solo per farne delle case vacanza, il che non incrementa la popolazione dei borghi, ma va solo ad alimentare un piccolo turismo di chi torna per qualche settimana durante l’anno.

A Teora invece, nonostante l’emergenza sanitaria di questi mesi, si sono già stabilite una decina di nuove famiglie con la prima conseguenza di avere almeno dieci iscrizioni in più alla scuola primaria, così da mettere in condizione il Sindaco di poter respingere le direttive sulle pluriclassi arrivate dal Provveditorato agli Studi circa l’accorpamento degli alunni di quarta e quinta elementare.

Un risultato che fa da preludio a tanti altri nuovi arrivi: sono stati in 15.000 gli aspiranti residenti che si sono messi in contatto con gli uffici comunali. Al momento le domande al vaglio sono una trentina e si tratta, oltre che di italiani, anche di famiglie inglesi, brasiliane, argentine già pronte a trasferirsi in Irpinia nel giro di qualche settimana. Eventualità che darà a Teora non tanto il tono di internazionalità, quanto la possibilità di candidarsi (con ottime ragioni e assieme ai 25 amministratori dell’Alta Irpinia) a ricoprire il ruolo di “area pilota” per la sperimentazione di nuovi modelli da adottare nel campo della sanità, dell’istruzione e dei trasporti, reclamando con maggior forza le deroghe ai paletti legislativi, necessarie a consentire un’offerta migliore di servizi.

Prospettive di altra Irpinia, non solo le pur romantiche serenate.