Le birre del Sud e la StranaCotta

Stando a quanto riferiscono i dati degli Osservatori più accreditati, il mercato della birra in Italia è capace di generare un valore condiviso che viene stimato in circa 9 miliardi di euro, 3 dei quali attribuibili ai consumi del Mezzogiono. L’82% del valore delle vendite viene realizzato da nove principali società birraie, di produzione industriale, di cui è capofila Heineken seguita da Peroni. Si aggiungono a queste molti produttori stranieri che occupano il 14 % del mercato, ed infine il restante 4% è attribuibile ai birrifici artigianali.

Quello della birra è un mercato in forte crescita e, grazie alla sua grandissima capacità innovativa che ha saputo dimostrare, è ormai equivalente a quello del vino e superiore al fatturato di altri importanti comparti, come ad esempio quello dei salumi. Un mercato nel quale il Sud non riesce, finora, a recitare un ruolo da protagonista in quanto, dei nove grandi produttori, nessuno ha la sede legale in meridione; in aggiunta, i birrifici artigianali sono concentrati soprattutto dalla Toscana a salire verso Nord. Finisce così che i tre miliardi di euro generati al Sud vengono regalati, senza batter ciglio, al PIL di quel Nord che proprio per questo, con l’autonomia differenziata, vorrebbe farci credere di avere diritto a migliore cittadinanza.

In queste circostanze è certamente una buona notizia, per i Brewers del Sud, quella del recente Decreto che, in applicazione della Legge di Bilancio, riduce del 40% l’accisa gravante sulle birre prodotte dai microbirrifici. Potrebbe infatti almeno mitigare le difficoltà imprenditoriali di chi è chiamato ad operare in un contesto carente di servizi/infrastrutture, offrendo buone opportunità di sviluppo.

Ai birrai del Sud infatti non manca di certo né lo spirito imprenditoriale né tantomeno la capacità di fare, tanto che ogni volta che le contingenze lo consentono danno prova della loro indiscussa eccellenza così che è una birra calabrese, la Symphony del birrificio Gladium di Zagarise (CZ), ad essere eletta migliore birra d’Italia.

Intanto in provincia di Caserta, a Camigliano, da qualche anno il microbirrifficio StranaCotta, che ha fatto di passione, competenza e raffinatezza il suo carattere distintivo, riesce a declinare la birra artigianale in quattro differenti varietà di altissima qualità tenendo, al contempo, fede allo spirito che lega tanto il mastro birraio Raffaele Formicola quanto il suo socio, l’apprezzato ristoratore Lorenzo Pascarella, al proprio territorio. Nasce così la Calaviento, 8,3% vol., una Tripel che al primo assaggio può ricordare la celebre Chimay ma subito dopo abbandona le atmosfere dell’Abbazia di Notre-Dame de Scourmont ed evoca la magia delle Janare e dei Mazzamaurielli del Monte Calvento.

Babilonia, Iperipa e 49 bis, sono le altre etichette di StranaCotta, che poco alla volta sono diventate un riferimento importante per chi ama la birra artigianale non pastorizzata, non filtrata e più ricca di sostanze organolettiche, di certo un punto fermo tra le eccellenze dell’Agro Caleno.