Bonus Malus

Gli aumenti delle polizze obbligatorie RC-auto contribuiscono non poco alla floridezza del settore assicurativo italiano, lo sanno bene milioni di automobilisti che dalla liberalizzazione tariffaria del 1994 ad oggi si trovano a corrispondere premi triplicati. Un dato inspiegato e inspiegabile se raffrontato a quanto accade nel resto d’Europa dove gli aumenti sono stati molto più contenuti, e se si tiene conto del cosiddetto decreto Bersani del 2006 che, introducendo il risarcimento diretto, ha di fatto annullato i costi di gestione dei sinistri e consentito risparmi sugli oneri legali pari a due miliardi di euro l’anno. Un bonus che le compagnie non hanno tradotto in riduzione delle tariffe che sarebbero potute scendere di un bel po’ ogni anno.

Raccontarla tutta però, significa evidenziare che il caro assicurazioni non riguarda tutti gli automobilisti, ma solo quelli meridionali, al punto che la RC-auto a Napoli può costare tre volte più che a Milano (la media in Campania è di 958,89 euro, in Lombardia 424,02). Le giustificazioni le abbiamo imparate a memoria, al rinnovo della polizza, il balzello è motivato dall’alto numero di sinistri (veri o falsi) denunciati dai meridionali. Una bugia, poiché i dati ufficiali dell’ACI del 2018 (gli ultimi disponibili) svelano che gli incidenti al Sud sono molto meno numerosi che al Nord: in Campania ad esempio si registrano 9.721 incidenti stradali l’anno mentre in Veneto, che ha meno abitanti, gli incidenti sono 14.106. Per ogni 10.000 veicoli, nel 2018, si sono avuti 60 incidenti in Liguria, 45 in Toscana, 40 in Lombardia, per contro solo 24 in Sicilia, 21 in Campania e addirittura 17 in Calabria.

L’Antitrust indaga da tempo ipotizzando un cartello che tiene alti i prezzi; l’IVASS (EX ISVAP), l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, che dovrebbe controllare, lo fa senza efficacia; stanchi di questa situazione, ma determinati a far valere le evidenti ragioni, i consumatori costituitisi in vari comitati continuano a denunciare l’ingiustificata discriminazione territoriale e non smettono di presentare petizioni agli organi istituzionali. In molti si sono rivolti all’Aidacon, l’associazione consumatori secondo il cui presidente, Carlo Claps “i numeri parlano chiaro, gli aumenti dei premi assicurativi applicati in base al criterio della territorialità è assolutamente ingiustificato e illegittimo”. Una speranza per tutti gli automobilisti onesti del Sud, vittime della colpevole ed interessata inazione delle istituzioni nazionali, senza bonus, abituati ai malus.