Il patto della Pizza Figliata

Il precedente articolo di questo blog, relativo alla tradizionale Pizza Figliata dell’Alto Casertano, ha suscitato un interesse per me inaspettato, siete stati in tantissimi a leggerlo (in due giorni 2.500 visualizzazioni sul blog) e a condividerlo.

Nei numerosi commenti sui social sono state poste alcune questioni e non potendo rispondere puntualmente a tutti, lo faccio sinteticamente qui, in maniera certamente insufficiente ma spero utile.

… ad un patto però!!! Che la tutela e la promozione delle nostre tradizioni non restino solo parole e che si rinunci a qualche panettone industriale (soprattutto se prodotto lontano da qui) per re-imparare a fare i nostri dolci! Una buona pratica come risposta del Sud a leghismi e secessionismi padani per difendere cultura, economia e il futuro dei nostri figli…

  1. È stata segnalata la friulana Gubana, poi la Rocciata di Umbria e Marche, lo Strudel che fanno in Trentino, lo Sfratto di Goym patrimonio dei comuni di Pitigliano e Sorano in Maremma, l’ottima Pizza a sette sfoglie di Cerignola e via così. Queste specialità, ognuna con la propria peculiarità ed ognuna capace di contribuire a ben rappresentare la maestria e il saper fare soprattutto delle classi popolari italiane, non sono tuttavia somiglianti alla Pizza Figliata che come Regina costituisce un unicum difficilmente avvicinabile, tanto per consistenza quanto per ricchezza di sapori, per non parlare poi della capacità di conservarsi tanto a lungo.
  2. Per un’esperienza diretta vi segnalo che a Pignataro Maggiore – loc. Partignano in via Castelluccio, il prossimo 7 e 8 dicembre si terrà, come da tradizione per l’Immacolata, il “Laboratorio Pizza Figliata” che rappresenta un’ottima opportunità per scoprire i segreti di questa specialità. All’evento organizzato dal Comitato per la festa patronale di S. Vito, collabora, tra gli altri, anche l’Associazione Aranova costituita da musicisti che eseguono canti di lavoro, d’amore e di protesta ed impegnata da decenni nella promozione di quelle espressioni culturali in via d’estinzione. Qui il resoconto che ne ha fatto per una passata edizione il Food blogger Franco D’Amico nel suo preziosissimo e appassionato blog TempioDiVino.
  3. In molti hanno chiesto la ricetta, e siccome quella che si fa a casa mia è quasi identica, vi riporto quella di Maria Della Vedova nel suo blog della piattaforma di Giallo zafferano “Inventaricette”:

PIZZA FIGLIATA serpentone di Natale con miele e noci

INGREDIENTI

Per la sfoglia

250 g di farina 00

55 g di uova intere

25 g di zucchero semolato

50 ml di olio di semi di girasole

50-60 ml di vino bianco secco

buccia grattugiata di 1 limone

1 bustina di vanillina

1 pizzico di sale

Per il ripieno:

200 g di noci tostate

200 g di zucchero semolato

buccia grattugiata di 1 limone

buccia grattugiata di 1 mandarino

1 bustina di vanillina

1 spruzzata di cannella in polvere

250 g di miele millefiori

Per decorare:

miele q.b.

confettini colorati q.b.

PROCEDIMENTO

Preparare la sfoglia che noi chiamiamo laina. Impastare la farina con le uova, la buccia grattugiata del limone, la vanillina, il sale lo zucchero, l’olio e 50 ml di vino bianco secco. Se necessario aggiungere un altro pò di vino bianco in base al grado di assorbimento della farina. Formare un panetto liscio e avvolgerlo in carta alluminio. Far riposare il panetto in frigorifero per 30 minuti.

Preparare il ripieno. Con il pestello del mortaio pestare le noci tostate con lo zucchero, aggiungere quindi la buccia grattugiata del limone e la buccia grattugiata di mandarino, la vanillina e la cannella. Mescolare bene il tutto.

Formare il serpentone. Togliere il panetto dal frigorifero e stenderlo in forma rettangolare su un piano da lavoro rivestito di carta forno infarinata. La sfoglia deve avere lo spessore di uno o massimo due millimetri. Versare sulla sfoglia il ripieno lasciando liberi i bordi. Aggiungere quindi il miele a cucchiaiate. Arrotolare la sfoglia dal lato lungo in modo da formare un cordone, bagnare i bordi con acqua e sigillarli bene tra di loro in modo da evitare che in cottura fuoriesca il miele. Arrotolare il rotolo su se stesso in forma di serpentina.

Poggiare il serpentone così ottenuto in una teglia di alluminio rivestita di carta alluminio unta di olio. Ungere di olio anche la superficie del serpentone.

Infornare in forno già caldo a 230°C per circa 40-45 minuti o comunque fino a che il serpentone non sarà ben dorato.

Sfornare, far intiepidire e passare la pizza figliata in un vassoio bagnato con succo di limone (evitare di far raffreddare la pizza sulla stagnola perché il miele che inevitabilmente un po’ fuoriuscirà dall’interno della pizza, se si raffredda, fa da colla tra la pizza figliata e la carta alluminio e staccare la pizza figliata dalla carta alluminio a quel punto sarà veramente complicato).

Decorare il serpentone. Versarvi sopra il miele sciolto e decorare con gli zuccherini colorati.

Servire fredda. La pizza figliata si conserva per molto tempo, anche per 3 mesi. Tradizione vuole che la si prepari almeno una settimana prima di Natale, che la si faccia riposare e poi la si serva la sera della vigilia di Natale e durante tutte le feste.