Il lato bello dei paesi del Sud

Sopravvivono ancora nelle grandi città e nei luoghi turistici ma, nei paesi meno esposti, quelli dell’entroterra, sono invece praticamente scomparsi del tutto gli espositori di cartoline illustrate che fino a non molti anni fa si potevano trovare dal tabaccaio o al bar. Non ci sono più, scalzati dai totem di patatine e merendine, ché le cartoline di oggi sono oramai impulsi digitali di WhatsApp.

Appendice di ogni viaggio testimoniavano non tanto la conquista di nuove mete quanto piuttosto la conferma del luogo nel quale prima o poi si vorrà ritornare, in quello degli affetti cui la cartolina destinava i suoi “tanti baci da…”.

Per oltre un secolo è stato così, ogni cartolina è stata un segnale d’affetto che quasi sempre includeva la volontà di condividere il punto di vista perfetto, il più bello (da cartolina) di un posto. Un segnale concreto che non veniva dimenticato con la stessa immediatezza di un sms o di uno status di Instagram che ora usiamo bollinare con faccina e cuoricino d’ordinanza. Tutt’altro, le cartoline finivano sul comò della camera da letto, sulla cristalliera della cucina, sulla scrivania della cameretta e quelle più preziose nel diario o a far da segnalibro al romanzo di Italo Calvino sul comodino…poi inevitabilmente nella scatola di latta assieme alla foto delle scuole medie.

Qualche volta ti colgono di sorpresa e ti ritrovi quella di papà che stette via a lungo per un corso a Cairo Montenotte, quella del collega che ti fece scoprire i Simply Red oppure quella con la piazza del paese così come neanche la ricordavi più.

Possono sembrare numeri incredibili ma fino al 2000 gli italiani imbucavano ogni anno nelle cassette postali (quelle rosso vivo, anch’esse in estinzione) ben 120 milioni di cartoline illustrate, prevalentemente di tipo paesaggistico, un formidabile giacimento per i collezionisti, un archivio storico ma anche, sbirciando il retro, una enciclopedia sociale.

Acriticamente convertiti all’istantaneità che non può, per sua natura, alimentare sogni e tantomeno certezze, di molti paesi non esistono più cartoline in vendita da inviare a chicchessia, sono soprattutto i paesi incustoditi di un Sud in sofferenza che non vengono più narrati nel loro lato “da cartolina”, quasi non s’avvertisse l’esigenza di prendersene cura.

E forse sarebbe un segno importante incoraggiare concorsi di fotografie dei nostri paesi per come si presentano oggi, per farne cartoline, per far conoscere (ed anche ri-conoscere a chi col cuore troppo in fretta se ne è andato) quello che nel racconto globale manca: il lato bello.