“A Sud” il primo Festival delle birre meridionali

Secondo i dati degli Osservatori più accreditati, il mercato della birra in Italia è capace di generare un valore condiviso di 8,8 miliardi di euro, non si hanno dati regionali precisi ma, in considerazione delle simili abitudini dei cittadini del Nord e del Sud, è da supporre che la parte di questo valore attribuibile al mezzogiorno sia di circa un terzo, vale a dire poco meno di 3 miliardi di euro.

Le principali società birraie con produzione industriale in Italia, che da sole realizzano l’82% del valore delle vendite, sono nove, con la capofila Heineken seguita da Peroni. Si aggiungono a queste molti produttori stranieri che occupano il 14 % del mercato, ed infine il restante 4% è attribuibile ai birrifici artigianali.

È un mercato in forte crescita quello della birra, ormai equivalente a quello del vino e superiore ad esempio al fatturato dei salumi. Un mercato che però non vede il Sud protagonista, perché dei nove grandi produttori nessuno ha la sede legale in meridione, e anche perché i birrifici artigianali sono concentrati soprattutto in Lombardia, Piemonte, Veneto e Toscana.

Questo però non vuol dire che a Sud non ci siano Brewers di valore, anzi ce ne sono di eccellenti, manca però un contesto capace di renderli competitivi sul mercato, manca la disposizione a fare sistema, mancano le occasioni di confronto.

Per questo è prezioso, e più che benvenuto “A Sud” il primo Festival delle birre meridionali, si terrà presso la casa delle Arti di Conversano (BA) da venerdì 28 a domenica 30 giugno prossimi. 3 giorni dedicati alla birra artigianale, 6 regioni rappresentate, 30 birrifici e tanti pub coinvolti, 60 spine totali in contemporanea, spettacoli musicali, laboratori, workshop e altro ancora.

Puglia, Molise, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia le regioni coinvolte in questo evento che celebra la birra artigianale meridionale, promuovendo la cultura e la conoscenza di una interessante realtà in evoluzione. Una grande festa che promette di essere un importante momento di aggregazione delle realtà del Sud, tanto del mondo brassicolo, che di altri settori della piccola imprenditoria.

Un’occasione per riuscire a trattenere sul territorio una parte di quei tre miliardi di euro che al momento, senza batter ciglio, regaliamo al PIL di quel Nord, che proprio per questo con l’autonomia differenziata, vorrebbe farci credere di avere diritto a migliore cittadinanza.