Il progetto dei “Cippi Antichi Confini”

Un esempio di come dalle vicende storiche possono derivare promettenti opportunità è rappresentata dall’iniziativa “Cippi Antichi Confini”, la frontiera in questione, quella che in Europa è durata più a lungo di tutte, è la demarcazione tra lo Stato Pontificio e il Regno delle Due Sicilie.

470 chilometri lungo i quali tra il 1846 e il ’47 vennero posati 686 cippi numerati, in granito, alti un metro e una circonferenza di 40 centimetri sotto i quali veniva interrato un medaglione con l’incisione degli stemmi dei due Stati. Una frontiera che dalla foce del Canneto (tra Fondi e Terracina) fino alla foce del Tronto, è rimasta sostanzialmente immutata dalla nascita del Regno di Sicilia di Ruggero II nel 1130, fino al 1861, quando l’invasione piemontese privò il popolo DuoSiciliano del proprio Stato, forzandolo all’unione con gli altri popoli della penisola.

L’iniziativa si ripropone, attraverso il recupero dei Cippi sopravvissuti, la ricollocazione di quelli mancanti, ed il gemellaggio delle due Fortezze di Gaeta e Civitella del Tronto che per ultime si arresero ai piemontesi, di ripristinare e sviluppare il sentiero esistente dal Tirreno all’Adriatico così da permetterne una moderna e proficua fruibilità. Riscoprire, sottolineare e riappropriarsi del confine non marca, in questo caso, una separazione dei popoli, semmai li unisce favorendo relazioni e ristabilendo connessioni di enorme utilità, da spendere, tra l’altro, nello sviluppo del turismo esperienziale che negli ultimi anni va decisamente affermandosi in tutt’Europa.

Un nuovo turismo sfiancato dai pacchetti dell’all-inclusive, dal fasullo plasticume, dalle sorprese che non sorprendono più, ma fortemente interessato e motivato ai viaggi che comprendono incontri, relazioni ed esperienze degne di essere portate a lungo come bagaglio e nel cuore. Un settore promettente dal punto di vista dell’economia del territorio, capace di generare fatturati rilevanti che le amministrazioni locali non possono permettersi di trascurare.

Il progetto dei Cippi Antichi Confini, al momento una Start Up che darà il via alla preparazione del progetto esecutivo da presentare alla UE, è sostenuto da molte lungimiranti Associazioni meridionalistiche, si inserisce perfettamente in questo nuovo contesto e può recitare un ruolo importante, facendosi strumento di riferimento per tutti quei comuni che intendano puntare sul proprio patrimonio naturalistico, storico e culturale, alternativo alle rotte del turismo di massa.