Lettera dalle case chiuse

In questi giorni si parla molto della riapertura delle “case chiuse”. Condivido di seguito una delle centinaia di lettere che negli anni cinquanta, dalle case ancora aperte, venivano inviate alla Senatrice Lina Merlin. Col rammarico che lettere simili potrebbero essere scritte anche oggi.

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Gentile Senatore,

Dicono che mi metteranno in galera appena chiudono le case ma io non ho mai fatto del male a nessuno e in galera non ci voglio andare, ci vadano i padroni che ci sfruttano il sangue a tutti noi; sono una di quelle ma non ero cosi e volevo crescere onesta, invece a 15 anni in una baracca mio cognato mi prese per forza e poi mi minacciò sempre di dirlo a mia sorella che ero stata io; appena mi accorsi di essere grossa scappai di casa e andai a fare la serva in una osteria.

Appena si accorsero che dovevo fare il bambino mi dissero che ero una p. e che se volevo rimanere ancora li dovevo lavorare senza paga perché già il mangiare e il dormire era troppo per quello che facevo. Invece lavoravo come una soma e quando alla maternità feci il bambino non avevo latte e lo portai a balia e mi dissero che se non pagavo prima non me lo prendevano.

Incontrai un soldato che mi disse sei una brava ragazza e i soldi per il bambino te li trovo io che ho la terra al paese e poi ti sposo. Allora i miei padroni dell’osteria glielo dissero che lo avevo avuto da mio cognato e che ero una p. e che anche li facevo la p., invece non era vero e lavoravo sempre come una soma e mi davano da mangiare quello che avanzavano gli altri e dormivo sul pianerottolo con un materasso per terra. Allora lui disse mi hai detto delle bugie e io non ti guardo più e non l’ho più visto.

Allora uno che veniva all’osteria mi ha detto se sei brava te li trovo io i soldi basta che qualche volta vieni con me, se no niente soldi per il tuo bambino e mi avrebbe fatto licenziare dove lavoravo; mi portava sempre fuori e diceva che dovevo andare anche con i suoi amici se no niente soldi per il bambino e mi avrebbe fatto arrestare perché ero una p.

Un giorno una come me mi disse va là stupida perché ti fai sfruttare c’è un posto che guadagni bene e poi vai in America con il tuo bambino e nessuno ti vede più. Invece era d’accordo con lui e sono finita in una Casa e non le dico cosa ho passato e tutti i soldi me li portano via i padroni e lui che è d’accordo.

Quando voglio scappare mi dice che il mio bambino me lo portano via e se esco mi mettono in galera e in galera e senza il mio bambino non ci voglio stare. Non sono vecchia, sono frusta, ho 24 anni, il mio bambino le monache non lo vogliono perché dicono che è bastardo e dove me lo tengono costa tanti soldi ma lui non deve sapere che sua mamma è una p.

Sono sempre malata che non ho la forza quasi di alzarmi dal letto e sono in una Casa bassa e allora posso stare. Tanti mi dicono perché io che sono brava sono finita li e la padrona che è d’accordo con lui mi dice adesso la Senatore chiude le Case e se non sei d’accordo con noi ti mettono in galera con il tuo bambino. È vero che mi metteranno dentro se chiudono i casini?

Senatore, invece di farmi mettere dentro mi potrebbe mandare all’ospedale con il mio bambino e a farci curare perché il bambino ha sempre qualcosa e il dottore dice che è il sangue non buono, invece io il sangue buono prima l’avevo, invece è che non gli hanno mai dato tanto da mangiare perché si approfittano che io non ci sono e dicono che il denaro non basta e lui patisce la fame e ci ha sempre qualcosa.

Non mi faccia mettere dentro me lo ha detto uno che è venuto che lei Senatore è una brava persona e allora io ho detto ci scrivo e se è una brava persona mi aiuta. Non ho mai fatto male a nessuno e sono una povera ragazza sfruttata sempre, sono una di quelle ma per mio bambino farei tutto. Non dica a nessuno il mio nome perché se lo sanno che le scrivo mi fanno ancora del male e al mio bambino che non sa che sua mamma è una p. e mi crede brava. Il mio bambino lo faccio pregare per lei se mi fa ritirare con il mio bambino all’ospedale in un posto che nessuno sappia chi sono e se mi stracciano il libretto perché è meglio morire tutti e due piuttosto che questa vita.

Ce ne sono tante altre povere signorine come me che non ci hanno colpa e che hanno paura, hanno bambini da aiutare e gente cattiva le sfrutta, ma se invece di metterci in galera ci aiutano tutte allora sarà una gran bella cosa.

I meglio saluti e mi aiuti che il mio bambino pregherà per lei.

seguono cognome, nome e indirizzo