Va! Vavattenne!!!

Quando i ministri della Lega Nord per l’indipendenza della Padania, e i tanti leghisti di complemento presenti negli altri partiti, attraversano l’incostante ma perdurevole confine tra la loro terra e il Mezzogiorno, credo che si sentano all’estero, non per una visita ufficiale come sarebbero le visite in Germania o in Portogallo, per le quali dovrebbero rispettare l’etichetta istituzionale e mettere la cravatta bella, no, un estero diverso: una visita alla colonia.
Non stupitevi se vi sembro duro, già lo storico dell’economia Luigi De Rosa nel suo prezioso la provincia subordinata del 2004 denunciava, e documentava, che tutti i modelli economici applicati nell’Italia postunitaria hanno avuto la caratteristica di essere strutturati secondo gli interessi di una parte del paese ed imposti alla parte più debole, senza coinvolgerla nelle scelte. Prima di lui un altro grande studioso del Sud, Nicola Zitara, era convinto che l’interesse del capitalismo e del proletariato industriale del Nord erano contrapposti allo sviluppo economico del Sud, il suo saggio L’Unità d’Italia: nascita di una colonia è del 1971. Non è eretico, dunque, ragionare di Mezzogiorno come di una colonia interna.
Sarà per questo che al ministro dell’istruzione Marco Bussetti in visita ad Afragola dev’essere sembrato naturale assumere l’aria del potere, il tono del padrone, la spocchia del primo della classe, il ghigno del bullo e dire che “Ci vuole più impegno, più lavoro e sacrificio al Sud per recuperare il gap con il Nord. Vi dovete impegnare forte, è questo che ci vuole”.
E bisogna impegnarsi forte, perché quelli come Bussetti da decenni somministrano al Sud un trattamento differenziato, fatto di asili nido solo al Nord, di finanziamenti al tempo pieno soprattutto per il Nord, di criteri di valutazione degli atenei disegnati apposta per il Nord, di algoritmi che favoriscono il trasferimento di docenti verso il Nord, di borse di studio differenziate con parametri che avvantaggiano il Nord, della ripartizione dei fondi per l’edilizia scolastica sbilanciata verso Nord, di studenti incoraggiati a prendere la via del Nord.
È vero che eravamo già abituati alle Gelmini, ai Profumo e alle Fedeli, ma un limite c’è e gli insulti di Bussetti sono indigeribili, è meglio che prenda anche lui la via del Nord, è meglio che se ne vada …e per diglielo meglio, e per dirglielo in tanti, vi invito a firmare questa petizione su change.

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