Sentimentalismi

Che “Prima il Nord” non sia solo uno slogan, lo dimostrano una miriade di fatterelli che accadono senza adeguata disapprovazione pubblica. Per restare solo a quelli degli ultimi giorni è da registrare il tentativo, al momento sventato, del Ministro Profumo di introdurre “gabbie territoriali” per la concessione delle borse di studio universitarie: un meccanismo che giocava sulle soglie di reddito familiare, stabiliva condizioni di favore per gli studenti del Nord; pochi giorni prima il Ministro suggeriva null’altro ai nostri ragazzi laureati che di partire, “un biglietto aereo costa 30 euro” disse.

C’è poi la notizia dell’azzeramento del Fondo di riequilibrio per i Comuni, che lo scorso anno ammontava a 7 miliardi, accompagnato dalla rassicurazione che i Comuni, nel loro complesso, potranno però trattenere l’equivalente di quanto azzerato, dall’IMU. Alcuni Comuni (quelli più ricchi) ci guadagneranno e quelli con un minore gettito IMU per abitante ci perderanno. Domanda: dove sono localizzati i Comuni del secondo tipo?

Il governo ha poi varato il provvedimento che sblocca i pagamenti dovuti dalla pubblica amministrazione alle aziende. Potranno usare quei fondi però solo quegli enti locali che hanno già i soldi in cassa; gli altri (perlopiù meridionali) dovranno indebitarsi ulteriormente. La norma prescrive inoltre che tali fondi possono essere utilizzati per saldare solo le aziende con più di 20 dipendenti, e guarda caso, al di qua del Garigliano, e più che altrove, la maggioranza delle aziende non è di quel tipo.

Sui giornali nazionali fai fatica a trovare questi che sono tutt’altro che dettagli. Trovi solo che sono stati stanziati 3,3 milioni per il porto di Gioia Tauro, …devi andartelo a cercare se vuoi sapere che la fetta più grande, 80 milioni, è andata ai porti di Genova e Savona. Cose gravi, quasi quanto la levità con la quale si accoglie lo slogan leghista.

Ma l’ordigno ad esplosione differita, installato da Luca Zaia all’epoca in cui era ministro per l’agricoltura-leghista, ed innescato in questi giorni con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, è di quelli che feriscono i sentimenti più profondi (almeno quelli dei ghiottoni come me). Un vero e proprio attacco finale alla mozzarella di bufala campana DOP: l’obbligo dal prossimo primo luglio per i caseifici di preparare l’“oro bianco” in opifici dedicati, separati da quelli per gli altri formaggi. Come se una azienda vinicola dovesse avere una cantina per il rosso e una per il bianco; un’azienda dolciaria dovesse produrre il panettone in un capannone ed il pandoro in un altro. I nostri casari, per conservare la DOP, dovranno avviare una nuova linea di produzione per separare i cacicavalli, le scamorze, la ricotta dalla mozzarella. In tanti non se lo potranno permettere. Perderanno la Denominazione d’origine e con essa consistenti quote di mercato. Godono i produttori padani per i quali paghiamo ancora le multe delle quote latt