Mai più terroni – il nuovo libro di Pino Aprile

Occorre allontanarsene un po’, magari riuscire a sedersi accanto al Piccolo Principe per imparare a scorgere che è già su piazza l’upgrade del terrone classico: è una creatura punto-zero figlia di un mondo, “virtuale” solo per chi ne è escluso.

Sebbene il fenomeno non abbia (ancora) la dimensione macro che innesca le analisi dei maggiori istituti di ricerca, è certamente più che un trend se Pino Aprile, nel suo Mai più Terroni (ed. Piemme, pag.127, euro 12,00) può (di)mostrare che una folta pattuglia di giovani acculturati, cosmopoliti, tenaci, restano e ritornano nei nostri paesi meridionali per costruire qui un futuro per sé e per la comunità. Nel Mezzogiorno stanno fiorendo imprese innovative (31 per cento, più che nel Nord-ovest, nel Centro e nel Nord-est, ultimo con il 19,5); Enna è la città con il maggior numero di nuove aziende giovanili, subito dopo Crotone, Vibo Valentia, Reggio Calabria, Caserta …il Nord arranca. A Monopoli costruiscono l’aereo privato più leggero del mondo, il Blackshape, “la Ferrari dei cieli”; Catania è a ragione considerata la Silicon Valley italiana; Antonella Prisco del CNR ha diretto il gruppo di studio che ha scoperto la via per il vaccino contro l’Alzheimer, la notizia ha fatto il giro del mondo e nemmeno uno dei giornali italiani diceva che la giovane scienziata è napoletana e che i laboratori in cui è stata condotta la ricerca sono a Napoli. …e se si fosse trattato di monnezza o dello scippo a Pavia, commesso da un ragazzo il cui nonno era di Casoria? Si domanda Aprile.

Mentre tutti i riflettori, nordcentrici, sono pigramente accesi sui grandi del pianeta, il baricentro del mondo si sposta a Sud, così è il Ghana che fa registrare i più alti indici di sviluppo al mondo (13,5 per cento) e gli immigrati negli USA diminuiscono in soli due anni da 25,7 milioni a 20,2 perché “votando con i piedi”, tornano a casa. La fortuna dell’Italia, oggi, è di avere un Sud – dice Aprile – e quella del Sud di esserlo, forte di una nuova consapevolezza e fiducia in sé.

È innegabile che tanto sommovimento sia dovuto alla centralità della Rete, nuova tecnologia madre di nuova umanità. Con Internet, le circostanze che hanno tenuto i Sud in uno stato di minorità, di isolamento, stanno diventando, per chi ha brigato per avvantaggiarsene, un’arma spuntata. Il Web è a tutti gli effetti una nuova terra nella quale a piantare le radici del “carattere meridiano” del Sud e a trovare nuova cittadinanza sarà la generazione digitale, solo casualmente contemporanea della generazione meccanica. Sul web le direzioni non esistono, non si può essere Terroni di nessuno, si naviga senza distanza, conta solo esserci oppure no …con un clic.