Coesione

Anagrafe e curriculum delle individualità chiamate a comporre il ministero di Monti, già in partenza, non lasciavano dubbi sul fatto che ci si trovasse in presenza d’un gabinetto a trazione nordica, o quantomeno impregnato da quella cultura arruolata al mito dell’efficienza padana. Nondimeno in molti eccepirono sulla nascita del Ministero della Coesione Territoriale il cui varo, per dirla alla Calderoli, “vuol dire che ancora una volta il Nord verrà spremuto per garantire a qualcuno di continuare a mangiare a sbafo”, una sorta di Ministero per il Mezzogiorno che dalle parti di Feltri e Belpietro risuonava come uno schiaffo che “il Nord non potrà accettare”. Come se la promozione dell’inclusione sociale e la rimozione degli squilibri economici e sociali, non fossero tra gli obiettivi della Costituzione italiana e del Trattato europeo.

Quando, a margine di un convegno a Napoli, il Presidente Napolitano annunciò, sornione, che “tra non molti giorni ci saranno iniziative del governo sulle prospettive di impiego dei fondi europei di sviluppo per il Mezzogiorno”, in molti pensarono ad una svolta. Finalmente quelle risorse non sarebbero andate sprecate in mille rivoli e rivoletti che avevano finora irrorato la valle padana. Non si sarebbe più perpetrato lo scippo, il saccheggio dei fondi del Sud.

Ma, al di là delle apparenze e volendo approfondire, occorre dare un’occhiata al portale Open Coesione che il Ministero di Barca da qualche giorno ha voluto condividere in rete, per scoprire che dei 467.257 progetti promossi, ben 339.167 saranno realizzati da Roma in sù. Grazie ad alcune deroghe infatti, l’attenzione è rivolta soprattutto alle aree meglio attrezzate, tanto che la regione che ha avanzato il maggior numero di richieste d’aiuto pubblico è la Lombardia che da sola ha presentato la bellezza di 194.420 progetti. Si va da un fondo di garanzia “Made in Lombardy” finanziato per 33 milioni, a piste ciclabili che si prefiggono di “eliminare i fenomeni di disgregazione sociale”. Non manca neppure uno “studio personale in funzione dell’esecuzione orchestrale” per il quale l’Unione europea trasferisce 4.839 euro, lo stato italiano 8.070, la regione Liguria 80 e un soggetto privato 3.237. In tutto fanno 16.226 euro per finanziare un progetto iniziato il 27 e concluso il 31 dicembre del 2011: quattro giorni, quattromila euro al giorno; in vista, forse, di un concerto per festeggiare la cuccagna dei fondi per la coesione.