Razza Predona

Nel 2003, sembrò buona l’idea di istituire una società in house controllata dal Ministero delle Politiche Agricole per sostenere e valorizzare il patrimonio agroalimentare italiano; le radici d’una profonda diversità territoriale hanno offerto allo stivale la migliore tradizione enogastronomica al mondo che pareva coerente affidare alle cure della nascente buonitalia s.p.a.

A distanza di qualche anno, si scopre oggi che la società in questione è piena di debiti, una gestione allegra ha permesso stipendi d’oro e spese non rendicontate che nel biennio 2008-2010 hanno assorbito ben oltre i 50 milioni di euro finanziati dall’allora Ministro leghista Luca Zaia, principale responsabile, attraverso il suo fedelissimo Walter Brunello, della stravagante determinazione a finanziare (coi soldi di tutti) esclusivamente iniziative padane.

In sede di liquidazione, la relazione del prof. Alberto Stagno d’Alcontres, non lascia dubbi, nessuna idea, prodotto, iniziativa, progetto che sia stato concepito al di sotto dell’Arno ha avuto la dignità d’essere sostenuto da buonitalia: non la pizza né la pasta, non la mozzarella né l’olio di puglia o qualcuno dei nostri vini, liquori, friarielli, mele annurche, limoni, pomodori, caciocavalli, capperi …però!! Una intera cultura negata, razzismo gastronomico in chiave nordista, in continuità con la scellerata decisione di bocciare Foggia e scegliere Parma quale sede dell’Authority europea sull’alimentazione, mentre in tutto il mondo si celebra la dieta mediterranea, la migliore possibile per la salute. In continuità con lo slogan pubblicitario lanciato in Germania dalla Regione Veneto “il Veneto non è la Campania”; in continuità con la mozzarella padana, con le quote latte, col salvataggio di Grana e Parmigiano, con la dieta padana federale e col panino McItaly voluto, sovvenzionato e reclamizzato da Zaia esclusivamente perché di Italy c’era solo la parte a nord, un McPadania confezionato con pancetta affumicata della Val Venosta, bresaola della Valtellina, Asiago DOP, Parmigiano Reggiano e carne lombarda (Gruppo Cremonini). Alla luce di questi fatti l’amarezza dei meridionali non può che essere smisurata nella considerazione che molte di queste scempiaggini si sono per di più consumate utilizzando fondi FAS, destinati per legge al mezzogiorno; per legge alla Magna Grecia da dove partì la prima nazione italiana; per legge alle Due Sicilie la cui flotta mercantile ha portato olio, vino e maccheroni da New York a Rio, a Odessa ad Algeri, Atene, Malta, Amburgo e Pietroburgo, 90 milioni di ducati dal 1839 al 1855, quando il Nord non s’era fatto predone, palla al piede, pentola bucata, principale ostacolo allo sviluppo del Sud.