Un nuovo, nuovissimo Piano per il Sud

La storia, si sa, ha il vizio di ripetersi, ma stavolta sta esagerando, la cronaca non fa in tempo a diventare storia che già si ripete, tanto che l’altro giorno in edicola scopro dalle prime pagine di tutti i giornali che era stato varato un nuovo piano per il Mezzogiorno, e sconfortato cerco le ragioni di questa ennesima punizione inflitta al Sud.

Non se la saranno presa per le (sacrosante) proteste contro lo spot della TIM che ridicolizza i soldati borbonici? No, sono in maggioranza quelli che inconsapevoli ci ridono su. Devono essersi arrabbiati per la mobilitazione dei Forconi mi dico, ma si è provveduto a disinnescarli, è ormai storia quasi archiviata convengo; può darsi che non abbiano digerito i fischi dei napoletani all’inno nazionale in occasione della finale di Coppa Italia? No, quello è venuto dopo e poi ci ha pensato l’intellettualume a bollarli come incivili (a furia di chiamarli così finisce che lo diventano, e po’ so’ c…). Insomma non conosco il perché, ma mentre a Bologna, Treviso e Mondovì, quando si devono fare asili nido, investire nell’assistenza agli anziani, valorizzare le aree di attrazione culturale, si fanno con fondi ordinari senza la grancassa dei quotidiani nazionali; per Napoli, Potenza e Canicattì c’è sempre bisogno di un Super Mega Piano Straordinario.

“Basta alibi, il Mezzogiorno deve rialzarsi” dice il Ministro Barca ed annuncia che stavolta (ancora una volta) verranno stanziati per il Sud 2,3 miliardi di euro. Chi ha avuto la perseveranza di leggere fino in fondo ha però scoperto che si tratta di una “riprogrammazione di fondi europei destinati al Mezzogiorno definanziando interventi con criticità di  attuazione”; insomma che erano già soldi del Sud in arrivo da Bruxelles e al Sud tolti e restituiti, sempre gli stessi, come i carri armati di Mussolini.

A dirla tutta si tratta di una piccolissima parte di quello stanziamento, annunciato e mai reso operativo, di 100 miliardi deciso molti anni fa dal governo Prodi; lo stesso che fu poi proclamato e mai messo in atto, seppur ridimensionato, dal governo Berlusconi; gli stessi fondi più volte promessi al Sud negli innumerevoli “modelli di sviluppo” avvicendatisi; denari poi migrati per i traghetti del lago Maggiore e per i vaccari bergamaschi. A fronte di 100 miliardi che l’Europa (non il governo) ha assegnato al Mezzogiorno, il governo Monti, in continuità con i suoi predecessori, non ha solo deciso di stanziare 2,3 miliardi per il Sud, ha deciso di tagliargliene 97,7 …una rapina.