Padan card

Qualche giorno fa il premier Mario Monti intervistato a “in mezz’ora” ha invitato la Lega a dismettere l’atteggiamento di pregiudiziale contrarietà all’esecutivo perché “…se la Lega pensa ai propri principi fondamentali dentro il suo cuore sarà meno opposta a quello che stiamo facendo”; il professore ha poi riconosciuto, da cittadino lombardo, di aver seguito con interesse e simpatia i passi iniziali della Lega. I passi iniziali della Lega sono coincisi con i miei primi passi nelle contrade padane che ho, con spensierata allegria, abitato per qualche anno (no, non da turista). Non m’importava granché, e neanche afferravo pienamente il senso dell’attività di quei tanti giovani che improvvisavano banchetti, volantinavano e si profondevano in violente invettive all’indirizzo dei meridionali. Uno di quei volantini, messomi bruscamente tra le mani da un giovanissimo in piazza Bra a Verona, lo conservo ancora: “Non parlare con il meridionale, ti mente; non assumerlo, ti ruba dalla cassa; non riceverlo in casa, dà informazioni ai rapitori di tuo figlio; non concedergli la residenza, nella sua valigia ci sono la Mafia e la Camorra; non fidarti della sua onestà, dietro c’è sempre un parente delinquente”. Non lo presi sul serio.

Monti ha ragione, la Lega non dovrebbe dolersi troppo dell’opera del governo assemblato in massima parte fra la Bocconi e la Cattolica di Milano: stando al dossier sugli effetti della manovra finanziaria sui comuni elaborato dalla direzione scientifica dell’IFEL, il contributo finanziario dei Comuni raddoppierà rispetto al 2011 raggiungendo la cifra di 6,2 miliardi di euro, e il peso maggiore è caricato in conto al Mezzogiorno visto che un “effetto virtuosità” andrà a mitigare il contributo delle amministrazioni centro-settentrionali.

È però nel dettaglio che si nascondono i tranelli. Il DL detto delle “semplificazioni” contiene anche la sperimentazione di una nuova Social Card con una ricarica bimestrale che tiene conto del costo della vita nelle varie aree del paese; ebbene, se non fossero intervenuti con decisione i sindaci Emiliano e De Magistris (che con Vendola e Rita Borsellino vanno vieppiù costituendo un interessante progetto neo-meridionalista) avrebbero confrontato prodotti simili e non identici, avrebbero comparato quelli più venduti dal supermercato sotto casa, vale a dire il prodotto “low cost” al prodotto “di marca”. Nel Sud, ove minore è il reddito disponibile e maggiormente si fa ricorso al “discount”, le ricariche sarebbero state di una cinquantina di euro inferiori a quelle del nord. Poca cosa? Se fosse passato il principio presto si sarebbe passato a pensioni sociali e salari più bassi al sud, tanto nuje c’arrangiammo.