Cortina di fumo

Il comunicato stampa che la Direzione veneta dell’Agenzia delle entrate ha diramato a proposito dei controlli del periodo natalizio a Cortina d’Ampezzo è un condensato d’ironia. Nell’informarci dei tanti proprietari di auto di lusso, che in realtà fanno fatica a “sbarcare il lunario”, avendo dichiarato meno di 30 mila euro lordi di reddito; e dei molti superbolidi che dai riscontri risultano intestati a società in perdita, si compiace d’aver portato fortuna, visto che il giorno del controllo è coinciso con un eccezionale volume d’affari per albergatori e ristoratori.

Un’ironia che opportunamente replica al delirio di quanti (leghisti & company) strizzando l’occhio agli evasori e in spregio alla legalità (stra)parlano di “operazione del tutto inaccettabile” (Cicchitto); di “roba da matti, rischiamo l’anarchia” (Galan); di “attacco ai primati turistici del Veneto” (Zaia); “metodi da polizia fiscale” (Santanchè e Lupi); “andate dove ci sono gli insediamenti mafiosi” (Gentilini); e poi, che vadano al sud “perché il Nord-Est non deve continuare a sostenere il peso del resto d’Italia” (Paniz). In altri termini è risuonata la consueta intimidazione dell’homo padanus al quale non si deve intralciare la strada, non gli si devono rompere le scatole altrimenti la Padania se ne va (ma va?).

Ha recitato la sua parte a difesa di un Nord virtuoso per definizione, anche il mondo dell’informazione: Cristina Parodi ad esempio, nel TG5 dell’8 gennaio annuncia: “anche noi abbiamo fatto dei controlli …al Sud però” e di seguito una serie d’interviste mostra che a Napoli (immancabilmente associata a logori stereotipi) quasi nessuno rilascia scontrini. Il Tg, per non scontentare la platea settentrionale, ha voluto bilanciare il ritratto (insopportabile) di un Nord evasore, che va diffondendosi dopo le verifiche di Cortina, ricorrendo ad un metodo mai applicato quando altri erano sul banco degli imputati, e soprattutto evitando di ricordare che recenti indagini fissano al 60 per cento la quota di evasione imputabile alle regioni settentrionali a fronte di un 20 che si registra a Sud.

Chissà come reagiranno quei politici che ho riportato tra parentesi (nella speranza che si chiudano), quando qualcuno finalmente avrà il coraggio di rivelare che quasi il 90 per cento dei capitali riparati cautelativamente o furtivamente all’estero, e appunto per questo scudati da Giulio Tremonti, apparteneva a gentlemen padani? Ci sarà sempre uno scontrino fiscale non rilasciato dalle parti di Napoli.