L’appuntamento

“Sud cancellato dalla cartina”, è il titolo dell’editoriale con il quale il direttore del Mattino, Virman Cusenza, l’ultimo giorno del 2011, ha constatato che Sud, Meridione, Mezzogiorno (o qualsiasi altra sua declinazione) sono parole che sembrano essersi dissolte, neanche per errore evocate nella conferenza di fine anno da Monti e sparite anche dall’agenda del governo che presiede. L’editoriale ha, tra l’altro, avuto il merito di ispirare una successiva analisi del 6 gennaio dell’influente giornalista economico Oscar Giannino, dettosi certo “…che se i presidenti delle regioni del Mezzogiorno, insieme ai sindaci delle città capoluogo, prima che i provvedimenti cresci-Italia prenderanno definitivamente forma, organizzassero di qui a dieci giorni un grande evento-confronto pubblico e collettivo, e vi invitassero a partecipare il premier per mezza giornata, sono convinto che non sarebbe pura immagine, ma sostanza”.

Governatori e sindaci delle regioni meridionali appartengono a storie politiche molto diverse tra loro, ma tutti hanno raccolto con passione ed entusiasmo questa opportunità, per affrontare le priorità dello sviluppo mancato e per ribadire che se non cresce il Mezzogiorno non potrà esserci crescita per l’Italia. E se la sfida dovesse giocarsi sul campo del federalismo, il Sud è pronto ad affrontarla senza timori a patto che si parta da “parità di condizioni di partenza, prima in termini infrastrutturali e poi economici” come giustamente puntualizza Demetrio Arena, sindaco di Reggio Calabria.

Nel mezzo della più grave crisi economica degli ultimi settant’anni i rappresentanti del Sud hanno chiesto un incontro urgente al presidente Monti, consci che in questi giorni saranno prese decisioni e fatte scelte che condizioneranno a lungo la vita del nostro Paese, è per questo che martedì 17 gennaio ad incontrare il presidente e i ministri Passera, Barca e Profumo si presenterà un Sud che marcerà per la prima volta compatto, unito, è così che potrà pretendere tutto quello che lo ha condannato a non produrre e ad esserne accusato.