Un lontano altrove

“Per quel che ne so, tra non molti giorni ci saranno iniziative del governo sulle prospettive di impiego dei fondi europei di sviluppo per il Mezzogiorno”. Queste parole pronunciate a margine di un convegno a Napoli dal Presidente Napolitano, si riferiscono al problema di cofinanziamento statale delle risorse europee; sono quindi quattrini del sud che con una ennesima rimodulazione molti vorrebbero impiegare diversamente in nome d’un interesse strategico nazionale. Ribaltando la verità dei fatti il quotidiano che, per eccesso d’umorismo, si chiama “Libero”, ha esibito in prima pagina il grande titolo: “Tassati per dar soldi al sud”, e l’editoriale, dopo una analisi in parte condivisibile delle prime iniziative del governo Monti, punta il dito sulla Sicilia che dilapida risorse sfornando troppi baby pensionati e denuncia la “festa continua” che “altrove” si allestisce alle spalle degli italiani.

Le considerazioni e le parole usate da Maurizio Belpietro (l’editorialista), non possono che lasciare intendere la distanza emotiva da un sud divenuto un lontano “altrove”, non più abitato da italiani, benché di serie B, ma da non-italiani punto e basta.

Solo in questo modo un certo giornalismo facinoroso, di cui Belpietro è solo uno degli esponenti, può sorvolare sulle barricate erette in questi giorni dalla Lega a tutela della baby pensioni che non a caso si concentrano particolarmente nelle regioni settentrionali; ed anche sulla prima delibera del CIPE dell’era Monti che, sempre in questi giorni ha assegnato 3,8 miliardi di euro a lavori pubblici che riguarderanno l’alta velocità sulla Milano-Genova, quella sulla Treviglio-Brescia, il sistema Mose di Venezia, …insomma investimenti che si concretizzeranno nel solco d’una consolidata tradizione che favorisce il centro-nord, e farà rotolare dal tavolo dei potenti poche, pochissime briciole a sud.

Si nasce uomini, ma “altrove” si è ancora chiamati a morire briganti.