Troppo comodo

Domenica scorsa la Lega Nord ha riaperto a Vicenza il suo Parlamento del Nord ai cui lavori ha preso parte per la prima volta una delegazione in rappresentanza della “nazione” dell’Umbria (nord?). Alla fine tutto si è risolto nella rancida dichiarazione secessionista e nella elezione a Presidente di Roberto Calderoli, quello delle “porcate”; quello che ha abrogato il reato di banda armata per salvare 36 dirigenti della Lega imputati dalla procura di Verona; quello che nel segno di Lombroso, sostiene che alcuni popoli hanno una maggiore propensione a delinquere; il ministro della semplificazione, che nella foga del suo semplificare aveva tagliato anche la legge che aboliva la pena di morte; insomma uno che ha contribuito non poco a complicare i conti e la vita degli italiani.

Domenica scorsa, in una seduta affollata da oltre 100 delegati provenienti da tutte le province dell’antico Regno, si è riunito nel cuore del centro storico di Napoli il Parlamento delle Due Sicilie. Il laboratorio di formazione politico-culturale organizzato in Commissioni di lavoro territoriali e tematiche, riesce ad essere il luogo in cui numerosi movimenti e partiti meridionalisti (Vanto, Insorgenza, Comitati Due Sicilie, Daunia Due Sicilie, Onda del Sud, Partito del Sud, Brigante, il Noi Sud di Maiorana) arrivano ad una sintesi, tanto più necessaria quanto più si vorrà opporre una reazione efficace alla gravissima crisi economica a cui si è costretti da una politica incapace di orizzonti desiderabili, e che grava in modo particolare sulla società meridionale. I numerosi e articolati interventi hanno evidenziato le diverse anime che ad oggi compongono il variegato panorama del meridionalismo, che si è ritrovato unanime nella battaglia per la “par condicio nord/sud” e a dire che è “troppo comodo”, oggi invocare la secessione, bisogna prima “fare i conti”, a soldi e con la storia.