La pernacchia è bella, ma non basta più.

Un gesto d’amore, uno spazio che ciascuno degli autori occupa per poco, giusto il tempo di fornire qualche occasione per affrontare a testa alta il futuro del sud.

Un luogo dedicato a tutti i meridionali che sono andati via nella speranza di un ritorno e di un riscatto, estraneo ai conformismi ed alle mistificazioni che la storiografia ufficiale ama riservare a quei temi che, diversamente, potrebbero contribuire alla costruzione di una credibile identità nazionale.

Un territorio poco frequentato dai circuiti mass-mediatici, popolato per l’occasione da un manipolo di briganti, ciascuno a suo modo entusiasta di contribuire al successo di “Malaunità” (ed. spaziocreativo, 176pg. € 20,00).

Ci si incontra Jean-Noel Schifano, lo scrittore francese che non ebbe tentennamenti nel denunciare che quello che è stato fatto tra Caserta, Castelvoturno e Napoli, è il Graund Zero della storia contemporanea d’Italia, e che adesso, nella prefazione, constata che “la pernacchia è bella, ma non basta più”. C’è Del Boca, che implacabile addita le violenze e i soprusi sui quali è stata costruita l’unità d’Italia, e non manca neanche Di Fiore, l’indagatore dei rapporti tra l’origine del paese e la criminalità. Pino Aprile riflette ancora (dopo il successo di Terroni) sulla costruzione della insufficienza meridionale, Lino Patruno sul fuoco che cova sotto la cenere del sud e Guarini enumera le frottole di cui si nutre la storia ufficiale.

Malaunità è lo spazio di Eddy Napoli per “cantargliene quattro” (cd allegato al volume), è il posto dove De Crescenzo, Gulì, Romano, Abbondante, Lanza, Picciano, De Chiara, Forgione, Boccia e Terzi, pazientemente costruiscono le condizioni necessarie alla formazione di una coscienza di popolo, quello Duosiciliano, che si vuole artefice dei suoi veri destini, come lo è stato prima di certi infausti, strumentali eventi.

Malaunità è un rifugio rimasto troppo a lungo poco frequentato, una tana, un covo, che solo di recente si va popolando in maniera tumultuosa, …si prega di non sporcare.