Pane e cultura

In un paese come l’Italia che detiene il 75% del patrimonio artistico mondiale, stridono le parole del padano Tremonti: “con la cultura non si mangia”, e indigna ascoltare il padano Zaia definire la scuola dei Gladiatori di Pompei “quattro sassi”.

Quei “quattro sassi” sono eredità dell’illuminato Carlo di Borbone che prima diede il via agli scavi e poi istituì museo archeologico facendo di fatto nascere la scienza archeologica. Una eredità che vale oro visto che gli scavi, patrimonio mondiale dell’UNESCO, attirano ogni anno, due milioni e mezzo di visitatori perlopiù stranieri, e sono il sito archeologico più visitato al mondo. Tutto ciò nonostante il degrado del territorio circostante, le carenze infrastrutturali, dei collegamenti, dell’ospitalità, la gestione dissennata e chissà quant’altro.

Il Ministero dei Beni Culturali, di fronte ad un poderoso taglio della spesa complessiva e ad una riduzione, anch’essa drastica, del personale addetto, non ha provveduto a ridurre quelle diffuse “spese allegre” che hanno favorito, e favoriscono tuttora, gli amici, il parentado, il sottobosco degli affari e la combriccola della cultura.

Lo stesso Ministro fatica a spiegare perché il figlio della sua compagna (la deputata Repetti) lavori per il suo Ministero alla Direzione Generale del Cinema, blatera di caso umano quando “il Fatto Quotidiano” rivela la consulenza da 25.000 euro per l’ex marito della stessa Repetti, e non chiarisce neppure le circostanze che hanno favorito l’attrice Michelle Bonev al Festival di Venezia, per la quale è stato inventato un premio ad hoc, e pagato ristoranti e alberghi a cinque stelle per 32 persone al seguito.

A Pompei in particolare sono stati sperperati: 102mila euro per “l’arresto dell’incremento” dei cani randagi (che sono ancora lì); 80mila euro per organizzare una visita (disertata) di Berlusconi; 185mila euro alla onlus romana della figlia di Gianni Minoli per il progetto “Pompei Viva”; 724mila euro per una convenzione con l’Università Tor Vergata “per lo sviluppo di tecnologie sostenibili”; …insomma dei 79 milioni a disposizione del commissario straordinario Marcello Fiori, voluto da Bondi, ben pochi sono stati destinati alla tutela degli scavi.

Ma a soffrire della “disattenzione” è tutto l’immenso patrimonio artistico meridionale, a partire dalla Reggia di Caserta, nel corso degli anni letteralmente depredata, tanto che i suoi arredi li troviamo nelle regge dei Savoia come qualche  anno fa denunciò la regista Lina Wertmuller, al Quirinale tra l’altro invece troviamo la “Fontana dei Bagnanti”detta appunto “Fontana di Caserta”, ed è recentissima la scoperta che alcuni oggetti vengono battuti nelle aste di Cristie’s e di Sotheby’s.  Al contrario, Venaria Reale (Piemonte) rifiorisce grazie a cospicui investimenti che la pongono al centro delle retoriche, costose ed inutili celebrazioni dei 150 anni dell’Italia una.

Con la cultura quindi si mangia, ma le bocche sono sempre le stesse.